Genova, per l’esplosione del ponte ci saranno 3.400 persone da evacuare

Le operazioni cominceranno alle 5.30 del 28 giugno. Otto i centri accoglienza allestiti a nord e a sud del ponte. Un 30% di persone non ha ancora risposto al questionario che chiedeva le esigenze
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GENOVA – La grande incognita sarà il comportamento di quel 30% di abitanti che non ha ancora risposto al questionario porta a porta somministrato dalla Protezione civile. Ma il piano dedicato all’evacuazione dell’area entro i 300 metri di raggio dall’esplosione delle pile 10 e 11 di ponte Morandi, programmata per venerdì mattina alle 9, è ormai pronto in ogni dettaglio e aperto a gestire anche gli imprevisti dell’ultimo minuto. In attesa delle due nuove assemblee pubbliche di questa sera a nord e sud del viadotto, tutte le misure sono state illustrate questa mattina in conferenza stampa nel Salone di rappresentanza del Comune di Genova.

Dai dati a disposizione dell’ente, sono 2.907 i residenti da evacuare a cui aggiungere i domiciliati per circa 3.400 persone complessivamente. “Ma oltre il 50% ci ha già detto che non avrà necessità di essere ospitata nei centri di accoglienza– spiega il consigliere comunale delegato alla Protezione civile, Sergio Gambino- ce ne aspettiamo circa 1.700 nei centri individuati ma, in ogni caso, siamo pronti a ospitare tutti. E il 28 mattina siamo pronti a gestire le persone non ancora intercettate finora”.

Le operazioni di sfollamento inizieranno alle 5.30 di venerdì, quando a tutti gli abitanti verrà fornito un cartellino identificativo con il numero della navetta che li trasporterà nel centro di accoglienza selezionato. Il tutto dovrebbe terminare nel giro di un’ora e, comunque, non oltre le 7, ovvero due ore prima dell’esplosione.

Otto i centri di accoglienza

Quattro i ricoveri predisposti a sud del viadotto: Palafiumara, con un parcheggio da 500 posti per le auto che dovranno essere obbligatoriamente spostate dall’area, Istituto don Bosco, Music for Peace e, in caso di necessità, centro civico Buranello privo di impianto di condizionamento. Quattro anche a nord: Chiesa di San Bartolomeo della Certosa, PalaDiamante, una scuola a Borzoli e la piscina di Lago Figoi, soprattutto per famiglie con bambini.

Nei centri di accoglienza verranno anche distribuiti i ticket per i pasti: primo, secondo o pizza più bevanda da ritirare negli esercizi commerciali che hanno risposto alla call del Comune. Accorgimenti particolari per chi ha con sé animali domestici: “Cercheremo di mettere negli stessi centri chi ha cani e chi ha gatti, per evitare allergie nelle altre persone”, spiega Gambino.

Tutti gli sfollati dovrebbero poter rientrare entro le 22 ma, in caso di necessità, sono pronte 1.400 brandine per far passare la notte all’interno dei centri. Saranno circa 200 i volontari della protezione civile impiegati per tutta la giornata e 15.000 le bottigliette d’acqua ordinate dal Comune, in vista dell’imponente ondata di calore. Già da domani sera, una ventina di persone particolarmente fragili e individuate dalla Asl 3 Genovese sarà trasferita in strutture ospedaliere o Rsa e verrà fatta rientrare solo sabato mattina. Lo stesso accadrà agli anziani over 75, a donne incinte, persone con difficoltà motorie o affette da disabilità temporanee che dalle 14 di domani saranno trasportate in albergo e il 29 mattina verranno riportate a casa. Come noto, c’è anche una seconda zona di sicurezza, tra i 300 e 400 metri di distanza dall’esplosione, per cui è istituto il divieto di transito e stazionamento all’aperto dalle 7 alle 15 di venerdì e dove è vivamente consigliato tenere chiuse porte e finestre.

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26 Giugno 2019
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