Coronavirus, la tesi della nascita in laboratorio e l’articolo di ‘Nature’: “Nessuna prova”

Da dove nasce video Rai? Il dibattito tra scienziati sulla rivista nel 2015
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA –  “Un virus del pipistrello ricreato in laboratorio infiamma il dibattito sulla ricerca pericolosa”: questo il titolo di uno degli articoli di Nature che in diversi Paesi, anche in Italia, con un servizio trasmesso dalla Rai, aveva alimentato ricostruzioni su una possibile origine artificiale del nuovo coronavirus. Le pubblicazioni risalgono al novembre 2015 ma, inevitabilmente, con la pandemia di Covid-19 se n’e’ tornato a parlare. A fissare i paletti, in questi giorni, sono stati gli stessi responsabili della rivista britannica.

“Siamo consapevoli che l’articolo e’ stato utilizzato come base per teorie non verificate sul fatto che il nuovo coronavirus all’origine del Covid-19 sia stato creato in laboratorio” si legge in una nota di avvertimento per i lettori di Nature. “Non ci sono prove che questo sia vero; gli scienziati credono che la piu’ probabile origine del coronavirus sia animale”. I termini del dibattito erano stati chiariti da Declan Butler, esperto di salute globale, firma della rivista Usa dal 1993. “Un esperimento che ha creato una versione ibrida del coronavirus di un pipistrello legato al virus che causa la sindrome respiratoria acuta Sars – scriveva l’autore – ha innescato un nuovo dibattito sul fatto se valga la pena realizzare varianti in laboratorio che abbiano possibili potenziali pandemici“.

LO STUDIO DI NATURE MEDICINE

Butler citava lo studio all’origine del dibattito, comparso su Nature Medicine il 9 novembre 2015, realizzato da un team internazionale, con ricercatori di origine cinese ma anche europea e perfino italiana. “Le sue conclusioni – si leggeva su Nature – rafforzano il sospetto che i coronavirus del pipistrello siano capaci di infettare direttamente gli esseri umani (senza dunque prima dover evolvere in un altro animale) sono piu’ comuni di quanto non si pensasse in precedenza”. Nello studio si descrive la creazione di un virus ottenuto combinando il coronavirus scoperto in una particolare specie di pipistrello cinese con un altro che causa la Sars nei topi da laboratorio. Abbastanza per innescare la polemica in seno alla comunita’ scientifica, con Nature pronta a dar conto anche di critiche verso esperimenti “rischiosi” per la sicurezza e alla salute pubblica. A firmare l’articolo del 9 novembre 2015 Vineet Menachery, Boyd Yount Jr, Kari Debbink, Sudhakar Agnihothram, Lisa Gralinski, Jessica Plante, Rachel Graham, Trevor Scobey, Xing-Yi Ge, Eric Donaldson, Scott Randell, Antonio Lanzavecchia, Wayne Marasco, Zhengli-Li Shi e Ralph Baric. 

BURIONI: “CORONAVIRUS CREATO IN LABORATORIO? UNA SCEMENZA”

“L’ultima scemenza e’ la derivazione del coronavirus da un esperimento di laboratorio. Tranquilli, e’ naturale al 100%, purtroppo”. Lo scrive su twitter il virologo Roberto Burioni

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

26 Marzo 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»