Corna e mascherine, da Leone a Fico: fatalismo contro la psicosi

La psicosi che si diffuse ai tempi del colera a Napoli ricorda per certi versi l'allarmismo che si vive oggi in alcune città italiane, questa volta al Nord, ai tempi del Coronavirus
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ROMA – Politica, epidemie e mascherine: corsi e ricorsi nella recente storia italiana, con un piccolo giallo. Nell’agosto del 1973, a Napoli scoppiò un epidemia di colera, probabilmente a causa dei batteri nelle cozze. La psicosi che si diffuse allora ricorda per certi versi l’allarmismo che si vive oggi in alcune città italiane, questa volta al Nord, ai tempi del Coronavirus. Ventiquattro furono le vittime colpite da un nemico oscuro e invisibile: ‘O vibrione’. Per la gran parte a farne le spese furono gli anziani, si registrarono 277 infettati. La paura portò al divieto di vendere e mangiare i mitili, gli ospedali vennero presi d’assalto e scoppiò, inesorabile, la polemica politica che lambì anche l’allora presidente della Repubblica, Giovanni Leone. Il presidente visitò l’ospedale Cotugno, girando tra le corsie con la mascherina in volto, ripreso in una foto che fece il giro del mondo. Ciononostante, l’episodio sara’ successivamente ricordato per un’altra foto, che oggi molto probabilmente chiameremmo una fake news. Un paio d’anni dopo, il presidente Leone venne ripreso mentre faceva ‘le corna’ in risposta ad alcuni studenti che lo contestavano a Pisa. Le successive ricostruzioni associarono il gesto apotropaico alla visita in corsia, magari per proteggersi da qualche malaugurio di pazienti ‘spazientiti’. La questione e’ ancora oggetto di approfondimenti storiografici. In ogni caso, e’ diventato difficile, se non impossibile, da allora in poi, scollegare i due eventi: il colera e le corna.

Ogni epoca ha la sua epidemia e ai tempi del coronavirus non c’è bisogno di scomodare la scaramanzia. Basta un po’ di flemma. Cosi’ quando questa mattina in aula alla Camera, il deputato lombardo di Fdi Alessio Butti ha criticato il presidente Roberto Fico perché all’ingresso del Parlamento non sono ancora disponibili né l’Amuchina né gli apparecchi per misurare la temperatura, il primo inquilino di Montecitorio ha risposto senza scomporsi: “Stiamo comprando tutto quel che serve. Siamo tranquillissimi”.

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26 Febbraio 2020
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