Quagliariello: “Ogni desiderio un diritto? È nuova dittatura”

Arriva in libreria 'Un'altra libertà': faccia faccia con il cardinale Camillo Ruini
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ROMA – “Si mettono in discussione alcuni principi del Cristianesimo che hanno fondato la nostra civilta’. Si tratta di principi che hanno un significato per chi crede ma anche per chi non crede. Perche’ sono principi che hanno fondato la nostra idea di civilta’. Il tema su cui abbiamo fondato il nostro dialogo e’: se questi principi cadono e vengono travolti, noi avremo piu’ liberta’ individuale oppure questa e’ un’illusione e la liberta’ sara’ travolta?”. Gaetano Quagliariello, senatore di Idea iscritto al gruppo di Forza Italia, e professore di Storia contemporanea alla Luiss, illustra in una conversazione con il direttore dell’agenzia Dire, Nico Perrone, il tema al centro del libro scritto a quattro mani con l’ex presidente della Cei, il cardinale Camillo Ruini, intitolato “Un’altra liberta’. Contro i nuovi profeti del paradiso in terra’, Rubbettino editore.

“Il liberalismo e’ l’elogio della imperfezione. Anche la liberta’, per un liberale non giacobino, e’ imperfetta. E soprattutto e’ una liberta’ che si fonda sul rispetto di alcune situazioni: in primo luogo rispettare la liberta’ degli altri. E poi il fatto che una persona non e’ una monade, e’ all’interno di una comunita’. E’ un tutto che si riferisce a un altro tutto E di questa situazione deve tener conto, risponde a qualcuno. Questa idee fondano un concetto di liberta’ che immaginano una societa’ aperta e soprattutto un futuro aperto. Lo diceva Popper: il futuro e’ sempre aperto per un liberale, perche’ le sue determinazioni si incontrano e si scontrano con quelle degli altri”. Oggi l’idea liberale di liberta’ e’ minacciata. “Si sta affermando un’idea di liberta’ differente, un’idea di liberta’ assoluta. L’individuo deve essere libero di determinare qualsiasi scelta della vita, dalla nascita alla morte. Anche prima della nascita anche dopo la morte. E’ un’idea di liberta’ illusoria e totalitaria”.

Nel secolo scorso, aggiunge il senatore Gaetano Quagliariello, “chi voleva il paradiso in terra pensava che ci potesse essere un’eguaglianza assoluta. Era l’idea comunista, che ha determinato quello che sappiamo. In questo XXI secolo i nuovi profeti del paradiso in terra sono quelli che ritengono che la liberta’ dell’individuo possa essere assoluta, che qualsiasi desiderio si possa tramutare in un diritto e un qualcuno te lo deve assicurare. Questo qualcuno e’ lo Stato. Ecco, quest’idea non e’ meno pericolosa di quella che grazie al cielo abbiamo sconfitto nel secolo precedente”. Questa mentalita’ entra in gioco in particolare quando si parla di nuovi diritti. “Io credo che quello che viene chiamato l’utero in affitto e che in maniera politicamemte corretta si dice maternita’ surrogata– spiega Quagliariello- sia qualcosa di obbrobrioso, perche’ considera il corpo della donna come un mero strumento. E’ un’offesa innanzitutto alla donna. Ma anche a chi viene concepito, perche’ gli nega l’identita’. Questa persona non sa da dove proviene. Ha tre madri: una e’ quella che lo tiene in grembo, un’altra e’ quella genetica e la terza e’ la madre sociale che poi spesso e’ un uomo. C’e’ poi un ultimo aspetto, classista, per cui visti i costi di questa pratica, non e’ qualcosa che si possono permettere tutti”. In sintesi, conclude il senatore di Idea, “la liberta’ ha bisogno di alcuni limiti: il limite dell’altro, il limite costituito dalla responsabilita’ nei confronti della comunita’ nella quale la persona e’ inserita, e infine c’e’ il limite che viene dalla tradizione: nessuno di noi e’ qualcosa che viene scritto su una lavagna bianca. Abbiamo un passato e questa tradizione ha plasmato quello che noi siamo. Poi c’e’ un altro limite, ma questo e’ qualcosa che interessa i credenti, visto che viene da qualcosa di sovrannaturale. Eppure si puo’ ragionare di quest’altra liberta’ anche non essendo credente”.

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26 Febbraio 2020
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