Alla fiera dell’est, per due soldi, un ‘grillino’ mio padre comprò… E venne il gatto…

L'editoriale di Nico Perrone per Dire Oggi
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ROMA – Prima una battuta per capire l’aria: «La lepre ama la polenta», lo dice il cuoco (Stanislaw Jerzy Lec). «Di quale problema vuoi parlare oggi? Del Governo che non fa, del casino sulla scuola, dei metalmeccanici incazzati con noi che difendiamo Conte, scegli tu di temi ce ne sono tanti», risponde al cronista il Dem dei piani alti. E non scherza, il tono è di quelli che annunciano tempesta, capace di affondare tutti quelli che oggi galleggiano alla grande. Intanto il mercato è aperto, via al passaggio di casacca dentro il Parlamento.

Un mercato destinato a crescere man mano che ci avvicineremo al punto di non ritorno – a ridosso delle prossime elezioni regionali del 20 e 21 settembre – da quel momento sarà corsa disperata per saltare sull’ultimo vagone, se ci sarà. In queste ore sono in corso le trattative per far saltare sul carro della Lega di Salvini altri tre senatori del M5S, dove la maggioranza già è sotto la soglia di emergenza. Chiaro l’obiettivo di Capitan Salvini, che in questo momento si sta giocando anche lui la poltrona di leader: se per un qualche incidente la maggioranza che sostiene Conte dovesse andar sotto sarebbe difficile nascondere la crisi a quel punto parlamentare.

Salvini punta a far scoppiare il casino, anche per vedere che cosa farà Forza Italia: terrà fede al patto del centrodestra unito o si inventerà voti sottobanco per tirare a campare? Anche in questo caso sia Capitan Salvini che la tosta Giorgia Meloni potrebbero rivendicare a buon titolo che soltanto con loro si potrà aspirare a mantenere (o a conquistare) un qualsiasi posto. Gongola il parlamentare della Lega: «Voi state sempre attenti al passaggio di qua o di là, certo è importante, ma l’aspetto fondamentale è quello ‘pisicologico’ (lo so che è sbagliato ma lo ripete tre o quattro volte così e rende bene il concetto, ndr) noi del centrodestra unico blocco, determinato a vincere; gli altri spappolati, divisi tra di loro e anche all’interno preda della guerra per bande….». Insomma, di fronte ad una situazione caotica, dove addirittura le forze di governo litigano tra di loro e non decidono nulla, «vedrete che gli italiani sceglieranno noi del centrodestra, perché noi sappiamo cosa fare».

Sarà, al momento prevale la propaganda. Ad esempio, oggi Salvini fiutato il sangue, il caos scoppiato sulle linee guida per la riapertura delle scuole a settembre, si è subito precipitato sotto le finestre della ministra Azzolina ad urlare che lui sua figlia a scuola così non la manda. Nulla ha detto sulla proposta alternativa: in che modo devono far lezione? Con la mascherina? Quanti per classe? E a mensa, tutti assieme? Più facile gridare che fare. Vero, ma perché chi dovrebbe fare rinvia sempre al giorno dopo? Tanto il futuro, anche se non lo vuoi o cerchi di fermarlo arriva lo stesso, e senza sconti.

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25 Giugno 2020
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