EVENTO – Donne, da venerdì convegno a Palermo sulle malattie croniche

ROMA – Le donne nel sistema-salute sono sempre più numerose, qualificate e rappresentate. Ma non sempre sono riconosciute come portatrici di competenze e sensibilità che in sanità possono fare la differenza, soprattutto nella capacità di un’empatia particolare nel rapporto medico-paziente, base essenziale di qualsiasi alleanza terapeutica. Proprio nei prossimi giorni l’Associazione Italiana Donne Medico si ritrova a convegno (27-29 aprile, Palermo) in sessione internazionale per riflettere su ‘L´approccio multidisciplinare alle malattie croniche e differenze di genere’. Ecco come la presidente Caterina Ermio – specialista in neurologia – ne illustra gli obiettivi, ben sapendo che le componenti femminili delle professioni sanitarie sono tra le più esposte a violenze sui luoghi di lavoro, motivo per cui nella giornata inaugurale (venerdì 27, ore 9.00, sala Mattarella di Palazzo dei Normanni), il MWIA l´organismo internazionale delle Donne Medico, presenterá una “indagine sulle molestie sessuali nelle donne medico oggi” .

Presidente Ermio, ci può dire quale è l’obiettivo complessivo del Congresso AIDM 2018? Perché la scelta del titolo così concentrato sulle cronicità?

“Partiamo da un dato: le malattie croniche che colpiscono i singoli individui possono compromettere la qualità della vita per quasi tutta la sua durata e rappresentano, in termini statistici, un’importante causa di morte. La prevenzione e il controllo di queste malattie avviene, in primo luogo, attraverso la riduzione dei fattori di rischio comuni e modificabili; esse sono anche il riflesso delle principali forze che trascinano i cambiamenti sociali, economici e culturali come la globalizzazione, l´urbanizzazione, l´invecchiamento progressivo della popolazione, le politiche ambientali, la povertà. In questo contesto è nata l´esigenza di mettere al centro del nostro congresso nazionale delle Donne Medico proprio l´approccio multidisciplinare alle malattie croniche alle differenze di genere. Aprire perciò la discussione su questi temi e generare domande, ma anche e soprattutto fornire risposte scientifiche in termini di cura e prevenzione è l’obiettivo primario del nostro evento annuale”.

Avviate il vostro Congresso con relazioni dedicate all’importanza del genere nella medicina personalizzata e nell’invecchiamento: perché questa sottolineatura? Personalizzazione e medicina di precisione porteranno ad una più appropriata attenzione al genere del soggetto in cura?

“Sottolineiamo l´importanza della personalizzazione della medicina- dice Ermio- perché non possiamo prescindere dalla singolarità dell´individuo. Un approccio integrato alle malattie croniche, non può prescindere dalle differenze di genere, perché diverso è il comportamento nei confronti dei fattori di rischio individuali, così come diversi sono anche gli effetti dei determinanti impliciti dello stato di salute sugli uomini e sulle donne. L´idea di una medicina che guarda alla precisione della terapia ha molto a che fare con il futuro – già presente in molte realtà – della ricerca in grado di guardare con fiducia anche alla prevenzione. Comprendere pienamente le differenze di genere che agiscono nel presentarsi delle malattie – croniche e non – è direttamente proporzionale alla terapia e dunque al concetto di cura filosoficamente piú ampio che sancisce il rapporto medico-paziente”.

Farmacologia di genere: a che punto siamo?

“Sicuramente l´approccio molecolare, e non piú i test su cavie, ha aperto una nuova generazione di studi della farmacologia. E per attestarci ancora sul genere, ricordiamo che le cavie utilizzate in laboratorio erano esclusivamente maschi per opportunità legata al ciclo riproduttivo delle cavie femmine, che avrebbe rallentato la ricerca, per cui le reazioni risultanti, anche in farmacologia si basavano su un organismo con le caratteristiche di una sola parte della componente il genere umano. Siamo dunque sulla buona strada perché l´approccio medico e la ricerca farmacologica camminino su un binario comune”.

Neurologia e mondo femminile: esistono specificità di questo ambito? Anche in neurologia “il genere fa la differenza”?

“Non esistono ‘cervelli maschili’ e ‘cervelli femminili’- sottolinea-, ma la risposta alle patologie neurologiche e psichiatriche è diversa tra donne e uomini. Secondo una ricerca condotta dall´Università della Pennsylvania su un campione di 949 persone di età compresa fra gli 8 e i 22 anni, il cervello dei maschi ha piú connessioni all´interno di ciascun emisfero, mentre il cervello delle femmine dimostra di avere piú connessioni fra i due emisferi. Queste, come anche le risposte e le statistiche riferite a patologie di tipo neurodegenerativo vedi la Malattia di Alzheimer, il Morbo di Parkinson, la Sclerosi Multipla saranno oggetto di discussione nei giorni del congresso nazionale AIDM.

Il mondo della medicina è sempre più a grande maggioranza femminile. Cosa comporta questa presenza femminile? Più attenzione al paziente-persona?

“Le donne che scelgono la professione medica superano di misura gli uomini, ma è altrettanto vero che la maggioranza delle dirigenze, anche nel nostro ambito, rimangono strettamente coniugate al maschile. Che l´attenzione paziente-persona, fondamento Ippocriteo senza genere, ma che per sensibilità e attivazioni neurologiche sia di genere femminile, è anch´esso un dato”.

Ma c’è anche un problema sempre più evidente: le donne vittima di violenza sul lavoro sono sempre più numerose…

“La sicurezza sui luoghi di lavoro è un tema di cui AIDM si sta facendo voce preoccupata. Le vittime di violenza, 2 su 3 al giorno, secondo gli ultimi dati sono donne. Solo nell’ultimo mese da Poggibonsi (FI) a Palermo passando per Napoli abbiamo notizie di violenze subite da medici nei luoghi di lavoro e dei circa 1.200 casi denunciati nell’ultimo anno, ribadisco, 2 vittime su 3 sono donne. Mi preme sottolineare che in tutte le cittá e regioni dove siamo presenti con le nostre sezioni abbiamo aperto tavoli di discussione a livello Istituzionale per partecipare attivamente alla creazione di percorsi di sicurezza. Dalla sicurezza del medico dipende anche la sicurezza del paziente e dunque di un diritto non solo inalienabile quale è la salute, ma piú in generale c´è in gioco lo stato di salute sociale”.

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25 Aprile 2018
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