Bologna arancione scuro: ecco cosa cambierà dal 27 febbraio

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Scuole di ogni ordine e grado chiuse da lunedì 1 marzo (tranne nidi e materne), visite ai famigliari proibite, stop allo sport anche all’aperto ma negozi e mercati aperti: ecco cosa contiene l'ordinanza che firmerà domani Stefano Bonaccini
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BOLOGNA – Scuole di ogni ordine e grado chiuse da lunedì 1 marzo (tranne nidi e materne), visite ai famigliari proibite, stop allo sport anche all’aperto ma negozi e mercati aperti. Dalla Città metropolitana arrivano i dettagli dell’ordinanza che verrà firmata domani dal presidente della Regione Stefano Bonaccini sulla zona arancione ‘scuro’ in tutta l’area metropolitana bolognese. È il consigliere delegato Daniele Ruscigno, sindaco di Valsamoggia, a sintetizzare i provvedimenti concordati oggi.

CHIUDONO LE SCUOLE TRANNE I NIDI E LE MATERNE

Dunque scuole chiuse e Dad, come già deciso per Imola, ma resta “consentito andare in presenza agli studenti che frequentano scuole nei comuni in cui queste sono aperte”, in pratica solo per chi frequenta istituti fuori dai confini metropolitani. “Resta salva- informa ancora Ruscigno- la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica a distanza”. Nel momento in cui si è deciso di chiudere le scuole “è stato richiesto urgentemente allo Stato di riattivare la copertura legata alla possibilità di congedo dei genitori obbligati a stare a casa dal lavoro con i minori, attualmente non operativa, condizione che ritengo fondamentale per evitare ulteriori criticità oltre a quelle già presenti in questi provvedimenti”.

SPOSTAMENTI SOLO PER NECESSITÀ, ANCHE NEL COMUNE DI RESIDENZA

Restano consentiti solo per ragioni “di lavoro, salute e comprovate necessità”, anche all’interno dei Comuni. Dunque “vietato fare visite a familiari e agli amici, anche nel proprio Comune, salvo casi di necessità. Vietato recarsi nelle seconde case”. Invece “restano consentite le attività economiche, comprese quelle di servizio alla persona, permesse nelle zone arancioni. I datori di lavoro pubblici sono tenuti a limitare la presenza del personale nei luoghi di lavoro per assicurare esclusivamente le attività che ritengono indifferibili e che richiedono necessariamente tale presenza, anche in ragione della gestione dell’emergenza; il personale non in presenza presta la propria attività lavorativa in modalità agile”. Insieme ai negozi restano aperti anche i mercati.

Stesso discorso per i parchi e i cimiteri. Per quanto riguarda lo sport, invece, sono “sospesi gli eventi e le competizioni organizzati dagli enti di promozione sportiva, così come l’attività sportiva svolta nei centri sportivi all’aperto. Resta consentito lo svolgimento di attività sportiva solo in forma individuale ed esclusivamente all’aperto”. È “possibile anche svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purché nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie”.

SOSPESE LE MOSTRE E CHIUSI I MUSEI, APERTE SOLO LE BIBLIOTECHE

Sono “sospese le mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura, ad eccezione delle biblioteche dove i relativi servizi sono offerti su prenotazione e degli archivi, fermo restando il rispetto delle misure di contenimento dell’emergenza epidemica”. A determinare queste limitazioni, sottolinea ancora Ruscigno, un “forte aumento di casi positivi nelle fasce di età più giovani, con un picco nel segmento 11-13 anni e negli adulti 74-85 anni oltre a una pressione molto alta sulle strutture ospedaliere dovute a un aumento dei ricoveri con una età media dei nuovi casi vicina alla soglia dei 40 anni”.

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