Covid, aumentano i focolai nelle scuole di Bologna: elementari più colpite

scuola mascherina
Paolo Pandolfi, direttore del dipartimento di sanità pubblica dell'Ausl cittadina, spiega che c'è preoccupazione per i focolai negli istituti, ma il tasso di positività non è molto alto rispetto alla popolazione generale
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BOLOGNA – Aumenta il numero di focolai nelle scuole di Bologna, più alle elementari che alle superiori. E questa situazione “ci porta a essere abbastanza preoccupati, per una crescita che si sta osservando”. A dirlo è Paolo Pandolfi, direttore del dipartimento di sanità pubblica dell’Ausl di Bologna, questa mattina in commissione Istruzione del Comune. Il numero dei contagi a febbraio nelle scuole, spiega Pandolfi, è tornato al livello di novembre, che fu un “momento critico”. Oggi come allora, l’aumento dei casi nelle classi “coincide con un aumento nella comunità generale”. Ma rispetto alla popolazione complessiva, l’impatto del virus nelle scuole è minore. E lo dimostrano i dati dei tamponi. “Il tasso di positività non è molto alto– conferma Pandolfi- il 5,6% tra gli studenti e il 5,1% tra gli insegnanti“, mentre va oltre il 10% nella popolazione generale.

Ciò che preoccupa è appunto l’aumento dei focolai negli istituti. “Ne abbiamo osservati 89 attivi nelle prime tre settimane di febbraio, rispetto agli 86 del periodo più critico di novembre”, spiega Pandolfi. In questo ultimo mese il maggior numero di focolai si è registrato alle elementari: 29 contro gli 11 di novembre, il numero più alto tra tutti gli ordini di scuola. Ai nidi i focolai sono 13, alle materne 17, stesso numero alle medie e 11 alle superiori, a dimostrazione che la didattica in presenza al 50% “ha avuto effetti positivi”, sottolinea Pandolfi. A febbraio inoltre sono stati messi in quarantena 2.455 studenti in tutto, contro i 1.500 di novembre. E questo maggiore isolamento ha portato ad avere 99 ragazzi positivi nell’ultimo mese contro i 187 di novembre.

A conti fatti, dunque, rispetto al periodo più critico dell’epidemia nelle scuole prima di Natale, “abbiamo più focolai e più quarantene, ma meno casi– sottolinea Pandolfi- significa che il sistema di sorveglianza ha retto. Ma i focolai sono molti e questo ci preoccupa perché per noi diventa difficile garantire il tracciamento. Ci stiamo attrezzando per avere più personale, perché temiamo aumenti molti”. Nel complesso, il responsabile della sanità pubblica dell’Ausl di Bologna ribadisce però che a “scuola in questo periodo non c’è stato un particolare impatto del virus. Tendenzialmente c’è stato un trend in crescita sistematico, ma legato ad alcuni punti che portavano a scuola il contagio: non è la scuola che genera il contagio“.

Questo incremento dei casi tra gli studenti, comunque, “ha portato a fare scelte per poter agire più rapidamente, soprattutto alle superiori, con un atteggiamento più conservativo“, spiega Pandolfi. In poche parole, se c’è un caso positivo in una classe, tutti i ragazzi vengono messi subiti in quarantena, senza aspettare un secondo caso. “Questo ci permette di mettere in sicurezza la comunità scolastica e agire più rapidamente”, ribadisce Pandolfi. La preoccupazione per le scuole è confermata anche dal direttore dell’Ufficio scolastico di Bologna, Giuseppe Panzardi. “La situazione monitorata giorno per giorno- sottolinea- ma non nascondiamo che c’è una certa preoccupazione rispetto ai dati epidemiologici in crescita”. Quindi servono “prudenza, congruenza territoriale e ragionevolezza– afferma Panzardi- il pericolo di contagi rimane consistente”.

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