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Villani: “Se oggi seguiamo le regole, a Natale avremo qualche libertà in più”

Attenzione, ribadisce il pediatra, cosa si potrà o non potrà fare è "fortemente condizionato da quella che sarà la situazione epidemiologica"
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ROMA – “Quanto più tutti rispetteremo le regole ora, tanto più potremo avere qualche prudente libertà in più a Natale. I discorsi- su cosa si potrà o non potrà fare- sono fortemente condizionati da quella che sarà la situazione epidemiologica“. Alberto Villani, presidente della Società italiana di pediatria (Sip), ai microfoni della trasmissione ‘Elisir’, in onda su Rai3, traccia un quadro di quelle che saranno le festività natalizie in epoca di pandemia.

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“Abbiamo più volte ribadito- sottolinea Villani- che esiste una responsabilità generale e una responsabilità individuale, che forse è la più forte. Quindi, se come sembra, le misure adottate stanno dando dei frutti e questa curva dei contagi si appiattirà fino a diminuire, allora a Natale ci saranno delle aperture, altrimenti dobbiamo sempre fare i conti col virus ed evitare che i danni siano eccessivi”. In ogni caso il presidente Sip precisa che “non sarà certamente possibile fare degli assembramenti importanti, bisognerà tenere in conto una serie di fattori”. Per esempio “l’ambiente in cui ci si trova- dice Villani, spiegando che- se è una stanza non particolarmente grande bisognerà essere non più di 4/6 e rispettare, in ogni caso, le distanze anche a tavola, proprio perché durante i pasti si sta senza mascherina ed è bene essere prudenti”.

Certo il momento storico ci ricorda che “il Natale non è solo regali o cenoni. È un’occasione per pensare non solo a ciò che si può avere, ma soprattutto a ciò che si può dare- sottolinea il presidente Sip- È fondamentale capire che proprio in occasione del Natale si possono avere dei rapporti molto intensi, molto importanti, ricchi di valori veri e universali anche senza stare tutti insieme fisicamente. C’è anche un altro tipo di vicinanza e forse su quella si dovrà fare affidamento e forza“.

Il modo per manifestare l’affetto “non è fatto necessariamente da abbracci e baci- ribadisce il pediatra- ma nell’avere una vera cura dell’altro. Se l’epidemia non frena e il virus continua a circolare così, il vero modo di dire ‘ti voglio bene’ sarà quello di rispettare le regole e quindi di indossare la mascherina, stare a distanza e lavarsi bene le mani“, conclude Villani.

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