Impresa, la comunicazione di crisi al centro del convegno Agol-Iulm

Studenti a lezione di gestione di rischio aziendale
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MILANO – “Questa è la quattordicesima occasione in due anni per parlare dei mestieri della comunicazione con i suoi protagonisti. Probabilmente chi si occupa di crisi non vorrebbe mai fare comunicazione ma il dovere del comunicatore d’impresa è fare il suo lavoro al meglio”. Così Luca Pellegrini, preside della facoltà di comunicazione, relazioni pubbliche e pubblicità dell’università Iulm di Milano che ha ospitato il convegno ‘Crisis management e comunicazione: le sfide del comunicatore oggi’. Organizzato da ‘Agol’ l’incontro si è svolto nell’aula magna Baridon nell’ambito dell’unità didattica della professoressa Stefania Romenti.

Il convegno ‘Crisis management e comunicazione: le sfide del comunicatore oggi’

“Un modo per continuare a sancire il rapporto di questa comunità accademica con i professionisti” ha detto la docente Iulm, che infatti ha invitato gli studenti presenti a partecipare attivamente. “Ogni mese approfondiremo un aspetto diverso della comunicazione grazie al contributo di importanti manager- ha spiegato Pierangelo Fabiano, presidente di ‘Agol’- parleranno della loro esperienza, e ci concentreremo sull’impatto dei social sulle aziende”, ha concluso, introducendo i relatori della giornata.

Ventoruzzo: “La reputazione è estremamente importante”

Fabio Ventoruzzo, vice presidente del ‘Reputation Institute’, ha sottolineato come sia fondamentale per le aziende gestire la comunicazione: “Il business dipende da come riescono a interagire con lo scenario esterno. La reputazione è estremamente importante perché orienta i comportamenti delle persone nei confronti dell’azienda. È l’emozione che spinge all’azione. ‘Crisis management’ quindi vuol dire prevenzione della crisi e non reazione. La crisi reputazionale è crisi di business. La reputazione quindi è un antidoto straordinario per gestire la crisi in modo proattivo. Importantissimo infine ascoltare le aspettative di tutti gli stakeholder d’azienda a partire dai propri dipendenti”.

Dragotto: “La sfida è rendere semplice un tema complicato”

Antonella Dragotto, responsabile comunicazione di IVASS, ha portato esempi di gestione della crisi agli studenti e alle studentesse: “Si tratta di un argomento molto complesso. La sfida quindi è rendere semplice un tema complicato, tecnico- ha problematizzato l’esperta che si è occupata di gestire crisi bancarie- non sempre ci si riesce perché i lettori oggi sono abituati a una informazione mordi e fuggi, anche per via dei social, ma non tutto può essere comunicato in questo modo nè con parole semplici. Quando una narrativa passa è difficile recuperarla e capire se l’hai recuperata. Il consiglio quindi che vi do- ha concluso rivolgendosi agli studenti- fate di tutto perché la narrativa che non volete non passi, altrimenti poi la comunicazione segue e arranca”.

Avagliano: “Il nostro dovere è non nascondere mai nulla”

Mario Avagliano, responsabile comunicazione e relazioni esterne di ANAS, ha fatto riflettere gli studenti sulla specificità della comunicazione di una azienda a partecipazione pubblica in un settore come quello della strade e delle infrastrutture: “L’emergenza sta mutando sia perché tutti i cittadini si stanno trasformando via via in reporter che segnalano direttamente problemi sia perché l’emergenza è all’ordine del giorno, pensiamo ai mutamenti climatici o fenomeni meteorologici. È difficile che un’azienda non attraversi ogni anno momenti di crisi perciò bisogna arrivare preparati, lavorando sulla reputazione. Ricordate, ci vogliono venti anni per costruire una buona reputazione, diceva qualcuno, e cinque minuti per distruggerla. Nostro dovere è seguire la crisi dall’inizio alla fine, pubblicare aggiornamenti e soprattutto non nascondere mai nulla”.

di Martina Mazzeo

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