La Francia riapre ambasciata a Tripoli, Macron: “Abbiamo debito”

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Il premier francese, oltre a garantire il sostegno dell'Eliseo al processo di riconciliazione nazionale, ha promesso anche cooperazione in campo militare, con finanziamenti per la formazione della polizia di frontiera
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ROMA – Lunedì 29 marzo sarà riaperta l’ambasciata di Francia a Tripoli. Così è stato annunciato dal presidente Emmanuel Macron, che ieri a Parigi ha ricevuto i vertici del governo di transizione libico: il presidente del Consiglio Mohamed Al-Manfi, e il vicepresidente Moussa Al-Koni. Macron, oltre a garantire il sostegno dell’Eliseo al processo di riconciliazione nazionale, volto a superare gli esecutivi rivali di Tripoli e Bengasi e a porre fine a dieci anni di caos e violenze, ha promesso anche cooperazione in campo militare, con finanziamenti per la formazione della polizia di frontiera.
La Francia, ha detto Macron, “ha un debito con la Libia e i libici, che da un decennio vivono nel caos”. Per il capo dell’Eliseo il nuovo Governo di unione nazionale si trova davanti “una sfida che riguarda l’intera regione, perché non ci sarà pace né nel Mediterraneo centrale e orientale né nel Sahel se non riusciremo ad avere pace e stabilità in Libia”. La Francia è accusata di sostenere le truppe fedeli al generale Khalifa Haftar, che dall’aprile del 2019 ha lanciato un’offensiva militare nel tentativo di rovesciare il governo di Tripoli estendo il proprio controllo dalla Cirenaica alla Tripolitania. Lo scorso anno, con l’ingresso della Turchia nel conflitto libico per dare sostegno al governo di Tripoli, si sono inasprite le tensioni tra gli esecutivi di Parigi e Ankara.
Ieri Macron ha ribadito che ora le forze straniere, tra cui quelle di Turchia e Russia, devono lasciare la Libia.

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