In Consiglio Toti piglia tutto, otto seggi in più

La Lega ne perde uno, Viale è quasi fuori. Fratelli d'Italia sale a tre, Forza Italia resta a un seggio. Il Pd perde un posto
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GENOVA  – Il bipolarismo è tornato, quantomeno in consiglio regionale della Liguria. La partita tra centrodestra e giallorossi per aggiudicarsi i 31 scranni di via Fieschi finisce 19 a 12. Tertium non datur. Mentre sono ancora in corso i conteggi per le singole preferenze nel collegio di Genova, già si sa come le forze politiche si divideranno i posti della prossima assemblea legislativa. Oltre al presidente della giunta rieletto, a Cambiamo con Toti presidente vanno otto seggi, grazie ai 141.552 voti che gli valgono il 22,6% delle preferenze e lo scettro di partito più votato: da Imperia l’ex assessore Marco Scajola, che ha stracciato la concorrenza interna; da Savona Angelo Vaccarezza e Alessandro Bozzano; dalla Spezia, l’ex assessore Giacomo Giampedrone; quattro i posti a Genova, dove resterebbe fuori, a sorpresa, il consigliere comunale Stefano Anzalone, mentre ha fatto il pienone l’ex assessore Ilaria Cavo. Gli altri tre, al momento, potrebbero essere Mimmo Cianci, Lilli Lauro e l’ex paitiano Giovanni Boitano.

La Lega si ferma al 17,14%, con 107.371 voti, e si dovrà accontentare di sei consiglieri: rispetto a cinque anni fa, prende quasi duemila voti in meno (nel 2015, le preferenze erano state 109.209), oltre tre punti (20,25%) e un consigliere rispetto alla conformazione del consiglio uscente. A Imperia, confermato l’ex presidente del consiglio regionale, Alessandro Piana; a Savona, dove la Lega è primo partito, ce la fa l’ex assessore regionale Stefano Mai, preceduto da Brunello Brunetto; alla Spezia, dove il Carroccio è a sorpresa davanti alla Lista Toti, entra Gianmarco Medusei; a Genova, solo due seggi, con Sandro Garibaldi e il presidente del consiglio comunale, Alessio Piana, che, a partita ancora in corso, dovrebbero tenere fuori dai giochi l’ex vicepresidente della giunta e assessore alla Sanità, Sonia Viale.

Terza forza della coalizione, Fratelli d’Italia, che prende tre consiglieri, uno in più rispetto a cinque anni fa, con il 10,87% delle preferenze (era il 3,07%) e 68.062 voti (erano 16.562): a Imperia, l’ex assessore Gianni Berrino stravince il derby con Chicco Iacobucci, che arriva addirittura terzo; niente posti da Savona, mentre dalla Spezia entra Sauro Manucci; a Genova, con dati non ancora definitivi, il posto è saldamente nelle mani dell’ex vicesindaco, Stefano Balleari.
L’ultimo scranno del centrodestra va Forza Italia e arriverà da Genova, con la conferma di Claudio Muzio, ma anche la certezza che l’unione con il partito di Silvio Berlusconi e l’abolizione del listino non hanno portato giovamento ai popolari di Andrea Costa, appoggiati da Maurizio Lupi, che restano fuori dal consiglio, salvo rinunce.

IL PD PERDE UN POSTO E AGENOVA RISCHIANO I BIG

Non sarà un’opposizione facile quella che centrosinistra e Movimento cinque stelle dovranno mettere in campo nei prossimi cinque anni nel consiglio regionale della Liguria. Oltre al candidato presidente sconfitto, saranno 11 i consiglieri a entrare in via Fieschi. Di questi, sei saranno espressione del Partito democratico, seconda forza dell’assise dopo la Lista Toti, che perde un pezzo rispetto a cinque anni fa, ma ottiene uno scranno in più rispetto alla composizione uscente dell’aula, dopo la diaspora dei due renziani. I dem ottengono 124.586 preferenze, pari al 19,89%. Nel 2015, i voti erano stati 138.257, pari al 25,64% che valeva lo scettro di primo partito: 13.671 voti dilapidati, che possono spiegarsi in parte con i 16.546 racimolati da Aristide Massardo per Italia viva, ma con cui il segretario regionale Simone Farello dovrà necessariamente fare i conti.
In via Fieschi, entrerà un consigliere dem da Imperia, ovvero l’ex sindaco di Ventimiglia, Enrico Ioculano; da Savona arriva Roberto Arboscello, che lascia fuori il consigliere uscente, Mauro Righello; da Spezia, scranno conquistato per Davide Natale. Ma le sorprese potrebbero arrivare da Genova, dove però lo spoglio è ancora indietro: al momento, la città resterà a bocca asciutta, compresi il capogruppo uscente Giovanni Lunardon, il consigliere Pippo Rossetti e il segretario genovese, Alberto Pandolfo. In attesa di un dato più consolidato, entrerebbero il sindaco di Sant’Olcese Armando Sanna, verrebbe confermato dal Tigullio Luca Garibaldi, che a questo punto potrebbe aspirare al ruolo di capogruppo, ed entrerebbe un’altra valligiana, il sindaco di Rossiglione, Katia Piccardo.

Il Movimento cinque stelle conferma i due posti dell’assemblea uscente: un risultato che rispecchia le previsioni, ma che è ben poca cosa rispetto ai sei posti conquistati cinque anni fa e poi smantellati in corso di mandato. I grillini ottengono solo 48.722 preferenze, pari al 7,78%. Il confronto con il 2015, quando furono secondo partito, è impietoso: allora i voti erano stati 120.219 per il 22,29%, ma la corsa era in solitaria e il vento dell’antipolitica soffiava ancora forte. Niente da fare a Savona per il consigliere uscente Andrea Melis: in via Fieschi arriverà Paolo Ugolini da Imperia, eletto con soli 344 voti, e potrebbe essere confermato il capogruppo uscente Fabio Tosi, che è in testa nel collegio di Genova.

Anche la lista civica di Ferruccio Sansa porta in consiglio due esponenti, grazie a 44.700 voti, pari al 7,14%: dalla Spezia arriva Roberto Centi, mentre a Genova è in testa Cinzia Pennati, tallonata da Selena Candia. E grazie al gioco dei resti, può sorridere anche Gianni Pastorino, capogruppo di Linea condivisa e riconfermato per la sinistra nel collegio di Genova: per la lista, nel complesso, 9.053 voti e il 2,67% delle preferenze.

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22 Settembre 2020
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