Caso Pompei e Carandini, quando il vecchio vuol uccidere il giovane

zuchtriegel carandini
L'editoriale di Nico Perrone per Dire Oggi
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – A proposito del futuro che spetta ai giovani, che bisogna far spazio alle nuove generazioni. Giù il cappello. Chi accusa è archeologo e accademico illustre, Andrea Carandini, ha scritto libri famosi, è studioso eccelso, ha 83 anni e su Google il suo nome rimanda a 181.000 segnalazioni. Parla molto, ultima polemica sulla nomina del giovane archeologo italo-tedesco Gabriel Zuchtriegel, 39 anni, come nuovo direttore del sito di Pompei, scelto dal ministero di Dario Franceschini. Ma ogni tanto, col massimo rispetto, si può dire a questi gagliardi studiosi che hanno anche un po’ stufato? Di lasciar fare un pochino ai giovani? Di tenersi, di dare consigli gratis e su richiesta? Anche sbagliando si impara. Certo, forse nel caso di questi studiosi eccelsi anche quand’erano giovani avevano sapienza da ottantenni. Ma noi che possiamo farci? Siamo normali esseri umani, stanchi di vedere la scena sempre affollata di illustri anziani che, beffa tra le beffe, poi sempre accennano che bisogna dare spazio ai giovani, metterli alla prova ecc. ecc. Proprio loro, gli inamovibili. E, guarda che caso, l’attacco al giovane direttore scelto per rilanciare Pompei è sempre spostato sul versante della vile pecunia rispetto alla Cultura, con la ‘C’ maiuscola mi raccomando, che loro difendono. Eh sì, scrive Carandini: “Il ministero prima ha voluto una commissione che è riuscita a scartare i migliori… e poi il ministro ha scelto non il migliore della finale terna – un funzionario del medesimo ministero – ma una persona che giudico non all’altezza, già direttore a Paestum, con idee di valorizzazione più commerciali e spettacolari che intrinsecamente culturali: dedito alla mera immagine, alla vaga bellezza…“. E chissà su chi puntava il nostro, lasciamo stare.

Insomma, quelli che in momenti drammatici si sbattono per trovare risorse svendono la cultura, che invece viene difesa e garantita dai mostri sacri. Servono sempre soldi? Ma che volete che interessi a queste personalità che hanno sacrificato tutto, che per la Cultura, sempre con la ‘C’ maiuscola, hanno sacrificato carriere e hanno sempre vissuto di stenti e fatto la fame? Scherzo, ovvio. La fame la fanno gli altri. Lo so, posso sembrare ingeneroso, troppo secco nei giudizi. Ma penso sia anche il momento di lasciar fare ai giovani, in ogni caso, tocca a loro sbagliare, trovare la soluzione migliore, perché sono loro che devono inventarsi il futuro. Noi abbiamo già dato, e i disastri che stiamo lasciando in eredità non sono di poco conto. Quindi, con tutto il rispetto, professor Carandini lasci sbagliare i giovani e basta. E sono pienamente d’accordo con lo psicologo Vittorino Andreoli, autore di ‘Baby Gang. Il volto drammatico dell’adolescenza’, quando scrive: “Oggi agli adolescenti non si chiede niente: questa è una società di idioti che ritiene che gli adolescenti non possano fare niente di utile se non andare a scuola. Bisogna dare loro dei ruoli positivi altrimenti se non li hanno se li cercano. E quello più facile è di rompere, di perseguitare qualcuno”. Quindi spazio alle idee e ai lavori per i giovani, parchi, panchine e bei cantieri da guardare per gli anziani.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»