VIDEO | Musica e storia, in periferia a Roma una realtà che resiste alla crisi

La storia di un music store molto particolare, nel quartiere Talenti, tra San Basilio e Montesacro, che resiste da 41 anni nonostante la crisi del settore e l'avvento dell'online
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ROMA – Aldo Moro era ancora presidente della Dc, mentre Peppino Impastato nella sua Cinisi portava avanti una dura battaglia contro la mafia, dai microfoni della sua Radio Aut. Proprio in quei giorni nel quartiere Talenti, tra San Basilio e Montesacro, Carlo, un signore appassionato di musica, insieme a suo padre, stava ultimando i preparativi per l’apertura di uno degli storici negozi di musica di Roma. L’8 maggio di quest’anno ‘Blu Rosso e Giallo‘, questo il nome dell’attività commerciale, ha festeggiato i suoi primi 41 anni di vita. Aprì esattamente il giorno prima del ritrovamento del corpo di Moro in via Caetani, e di quello di Impastato sui binari della ferrovia. Oltre 4 decenni di storia per un negozio che resiste a centri commerciali, alla crisi del settore, a dischi e cd venduti anche in grandi librerie.

Nonostante questo “non abbiamo mai avuto debiti, non abbiamo mai fatto il passo più lungo della gamba“, racconta Luisa, che da papà Carlo ha ereditato la grande passione per la musica (“L’ascolto dal mattino alla sera”). E che insieme al papà porta avanti l’attività di famiglia, una vera e propria mosca bianca. “Mio papà e mio nonno avevano un altro lavoro che hanno deciso di smettere”, ricorda Luisa. Arrivati in zona, hanno rilevato quello che già prima era “un negozio di dischi, aperto da pochissimo. Chi ha venduto l’attività aveva un pubblico di ragazzi” che venivano soprattutto da fuori Roma. Gli acquisti del pubblico in questi anni sono necessariamente cambiati, anche diminuiti. Diverse le ragioni: un grande peso lo hanno avuto i centri commerciali, senza dimenticare però la musica acquistabile (o ascoltabile) online e spesso gratuitamente. E poi la crisi del settore: ormai sono i concerti la fonte di guadagno maggiore per chi vive di musica.

Un colpo difficile da gestire per chiunque. Ma che Carlo e la figlia Luisa sembrano essere riusciti a controllare. “Non facciamo il passo più lungo della gamba”, ribadisce Luisa, con riflessi positivi: “Non abbiamo mai avuto debiti“. Considerando che spesso realtà come quella aperta da Carlo sono costrette a chiudere, è un grande risultato. “Se possiamo fare facciamo- continua Luisa- se possiamo comprare, investire, bene. Ma non ci siamo mai esposti, questo non ci ha dato grandi chance ma una grande solidità”, dice ancora spiegando la ricetta per non venire risucchiati dalla crisi. Dal vinile al cd, al ritorno al vinile passando per l’online: “È una bella cosa accedere al patrimonio online. Ma l’ascolto è un’altra cosa- commenta-. Con la grande quantità di offerta che c’è oggi online, è possibile ascoltare tanto. Per quanto riguarda gli acquisti, oggi, siamo su un disco a testa, al massimo”.

Qualche anno fa, invece, i rapporti erano diversi: “Soprattutto il sabato era un momento di incontro, si arrivava anche a 5-6 cd a persona. Sul genere, oggi si vende pop, jazz e musica classica. Il ritorno del vinile? È un segnale nostalgico. C’è una componente per cui il ritorno al vinile ha un fascino vintage. E poi lo zoccolo duro che non lo ha mai abbandonato. Anche se parliamo di una parte piccola. E poi c’è la volontà discografica di salvare il salvabile. Riproporre un oggetto vuol dire riavvicinare il consumatore al prodotto”.

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21 Luglio 2019
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