Ranucci: “Seicento persone l’anno pensionate dallo Stato per conseguenze dei vaccini, capiamo perché”

"Ma questo non significa che non bisogna vaccinarsi, i vantaggi sono superiori agli svantaggi"
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sigfrido ranucciROMA – Sigfrido Ranucci, conduttore della trasmissione di RaiTre “Report”, è intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio Roma Capitale nel corso della trasmissione di Francesco Vergovich “Roma ogni giorno”.

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Ranucci ha dato la sua versione sull’ultima puntata di Report, che ha sollevato un vespaio sulla questione vaccini.

“Chi ha visto il programma sa che abbiamo mostrato l’utilità del vaccino per l’Hpv e che non è stata un’inchiesta contro l’utilità delle vaccinazioni. Abbiamo parlato della farmacovigilanza e abbiamo spiegato che se si volesse tappare la bocca ai movimenti contro i vaccini si dovrebbe combattere la corruzione. Una parte del pubblico l’ha interpretata come un’inchiesta contro i vaccini, mi assumo la responsabilità se ho sbagliato”.

“Mi piacerebbe pensare che in un Paese dove c’è la libertà di informazione si possa parlare liberamente di vaccini, senza metterne in discussione l’utilità perché sarebbe da sciocchi, e poter dire ‘attenzione, c’è un problema’. I dati che abbiamo riportato sono dell’Oms. Sul caso del vaccino Hpv ci sono più reazioni che in altri casi. Inoltre, in Italia ci sono 600 persone l’anno che sono pensionate dallo Stato perché hanno avuto conseguenze dai vaccini. Ma questo non significa che non bisogna vaccinarsi, i vantaggi sono superiori agli svantaggi. Ma se c’è un problema, vogliamo capire cosa c’è alla base?”.

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