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Nell’Appennino tosco-emiliano trentasette foreste certificate Pefc e Fsc

È il gruppo più esteso in Italia per gestione sostenibile e responsabile

Pubblicato:20-01-2024 14:20
Ultimo aggiornamento:20-01-2024 14:20
Canale: DIre Montagne
Autore:
montagne
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SASSALBO (Massa Carrara) – Sono ben 37 le foreste certificate Pefc e Fsc nell’Appennino tosco-emiliano, per 30 proprietari e gestori che rappresentano il gruppo più esteso in Italia con la duplice certificazione. A ottenere il riconoscimento di Gestione forestale sostenibile-responsabile dei Servizi ecosistemici, ieri, il gruppo di imprese che contano territori delle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Lucca e Massa Carrara per 26.200 ettari di territorio nel perimetro della Riserva di Biosfera Mab Unesco Appennino Tosco Emiliano. I certificati sono stati consegnati da Csi, Ente certificatore che ha verificato come la gestione di queste foreste rispettasse principi, criteri e indicatori previsti dagli standard internazionali per la gestione sostenibile-responsabile quali il Programme for Endorsement of Forest Certification schemes (Pefc) e il Forest Stewardship Council (Fsc).

Sono stati certificati anche i servizi ecosistemici della conservazione della Biodiversità, di regolazione idrica, di conservazione del suolo, i servizi turistico-ricreativi e di Sequestro e stoccaggio del Carbonio (Carbonio forestale). Sul fronte della valorizzazione economica dei servizi ecosistemici, essendo state certificate da Pefc ben 14.933 tonnellate equivalenti di anidride carbonica (C02) assorbite in più dall’atmosfera grazie alle scelte fatte, sarà possibile mettere sul mercato, a disposizione di aziende che intendono acquistarli allo scopo di raggiungere obiettivi di Responsabilità sociale di impresa (Csr), un equivalente quantitativo di Crediti di sostenibilità. Non Crediti di carbonio, dunque, ma un riconoscimento del valore economico di mercato di tutti i Servizi ecosistemici certificati, sequestro della CO2 compresa, ed erogati a beneficio della collettività dalle proprietà forestali del gruppo. “In aggiunta a questo il progetto Green Community della nostra Unione ha messo in campo professionalità proprie, dall’Università degli Studi di Firenze al Parco nazionale dell’Appennino”, spiega Gianluigi Gianetti, presidente dell’Unione di Comuni Montana Lunigiana. Ora è al via “un’azione conoscitiva che, partendo dalle fonti già esistenti, realizzerà un quadro riepilogativo del patrimonio agro-silvo-pastorale dell’Unione. In questo modo forniremo indirizzi mirati per la gestione nel medio e nel lungo periodo delle risorse forestali e agro-silvo-pastorali di proprietà pubblica, privata e collettiva, compatibilmente e in correlazione con gli altri strumenti pianificatori presenti, sia ambientali sia paesaggistici. Parole d’ordine sostenibilità e nuova visione green per una comunità all’avanguardia”.

Grande soddisfazione per la certificazione da parte di Alessandro Zampolini, presidente dell’Uso civico di Cerreto, ben 790 ettari tra Cerreto Alpi e Cerreto Laghi a Reggio Emilia: “Abbiamo creduto fortemente in questo percorso di sostenibilità, estremamente attuale nel contesto di cambiamento climatico attuale. Abbiamo fatto la scelta di ritardare il taglio degli alberi favorendo così lo stoccaggio di anidride carbonica. Le premialità che ci giungeranno saranno in linea ai fini sociali del nostro uso civico: opereremo sulla zona del Lago Pranda, che ha una grande fruizione turistica, sia sul tema della riqualificazione dei parcheggi, sia col miglioramento delle piste da fondo e, auspichiamo anche a una possibile funzione ludica destinata ai più piccoli”. Aggiunge poi: “Non mancheremo naturalmente di prestare anche attenzione alla conservazione della biodiversità delle nostre foreste”. “Abbiamo aderito al percorso di certificazione perché rappresenta una grande opportunità– dice Urbano Simonetti, presidente dell’Asbuc -Amministrazione separata di Beni d’Uso Civico di Vico (Bagnone – Massa Carrara) una realtà forestale estesa su 660 ettari – non solo dal punto di vista economico, ma anche per crescere come associazione, con i requisiti qualitativi richiesti dal processo stesso. Ora rispetteremo le norme di comportamento indicate che ci consentiranno di migliorare nella gestione del territorio. Il nostro impegno è quello di valutare l’opportunità di avviare il bosco da ceduo ad alto fusto. Con le risorse che giungeranno, e che già sono arrivate lo scorso anno, sistemiamo sentieri, manteniamo un rifugio, sistemiamo strade forestali con funzione antincendio”.

Stefano Zanzucchi, direttore tecnico Consorzio forestale Monte Vitello Monte Montagnana, 250 ettari nei comuni di Calestano e Corniglio (Parma), racconta come “i nostri consorziati si impegnino in una gestione oculata di miglioramenti forestali, riducendo il più possibile i tagli di utilizzazione che, ora, saranno limitati a piante che non hanno altra soluzione”. Con l’avvio di boschi di faggete e querceti all’altofusto si tutelerà la biodiversità forestale, si stoccherà carbonio nel suolo e nella massa legnosa salvaguardando gli elementi caratteristici del paesaggio e contrando il dissesto idrogeologico, puntualizza. Con le risorse che arriveranno “cercheremo di mantenere operativo e autonomo il Consorzio e di co-finanziare interventi di miglioramento forestale verso la ricettività turistica e interventi ulteriori per la conservazione della biodiversità floristica”, conclude.

Le 37 foreste certificate si trovano in tre proprietà demaniali (foreste Ozola-Abetina Reale, Val Cedra e Val Parma), una foresta provinciale (Prato Spilla) e una foresta di proprietà di Enel (Lagastrello) in gestione al Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano. E ancora, tre proprietà demaniali in gestione all’Ente per i Parchi e la Biodiversità dell’Emilia Centrale (foreste di Pievepelago, Piandellagotti e Capanna Tassoni); una proprietà demaniale in gestione all’Unione dei Comuni della Garfagnana (demanio Alto Serchio); una proprietà demaniale in gestione all’Unione Montana di Comuni Lunigiana (Foresta demaniale del Brattello); sei proprietà comunali (Comano, Minucciano, Pontremoli, Bagnone, San Romano Garfagnana, Sestola e Fosdinovo). Infine nel gruppo ci sono tre Consorzi Volontari Forestali (Prampa-Luccola, Terre Medio Appennino Reggiano e Monte Vitello Monte Montagnana); otto proprietà forestali ad Uso Civico (Succiso, Miscoso, Vico, Giuncugnano, Sillano, Soraggio, Barga e Cerreto Alpi); tre proprietà forestali collettive gestite come Beni Sociali (Crespiano, Viano e Lusignana); due Aziende agricole (Carra e Del Pogetto). Al 28 dicembre scorso è risultato prenotato l’acquisto di 3.500 Crediti di sostenibilità da parte di ben 27 aziende e imprese non solo locali. Poiché il gruppo ha confermato di mantenere a riserva il 20% dei Crediti generati nel 2023, restano a disposizione di imprese virtuose oltre 8.440 Crediti di sostenibilità che potranno essere acquistati attraverso la piattaforma www.creditisostenibilità.it

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