VIDEO | Sudan, è festa per l’accordo: torna il ‘treno della rivoluzione’

La scena è stata già vista durante le recenti manifestazioni contro la giunta militare succeduta al governo di Omar Al-Bashir
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ROMA – “Atbara, la ‘città del ferro e del fuoco’ è tornata a Khartum con il suo treno simbolo della rivoluzione, che ha sfrecciato nella capitale per festeggiare il momento storico della firma dei documenti finali che porteranno a una transizione verso un governo civile in Sudan”. Dai social network, i ‘traduttori sudanesi per il cambiamento’ festeggiano con un video l’intesa tra la giunta militare di transizione (Tmc) e le forze di opposizione ‘per la libertà e il cambiamento’ (Ffc), raggiunta la settimana scorsa.

Il gruppo di attivisti-traduttori diffonde il filmato del treno che è arrivato ieri a Khartoum da Atbara carico di manifestanti giunti nella capitale, questa volta, per festeggiare. La scena è stata già vista durante le recenti manifestazioni contro la giunta militare succeduta al governo di Omar Al-Bashir, e ha ricordato a molti l’occupazione del treno da Atbara a Khartoum nel 1964, durante le proteste che posero fine al governo militare di Ibrahim Abboud.

ATTESE NOMINE ‘CONSIGLIO SOVRANO’, BASHIR IN TRIBUNALE

Sono attese, in Sudan, le nomine ufficiali dei membri del nuovo consiglio sovrano di transizione che in tre anni dovrebbe guidare il Paese verso elezioni democratiche.

Alcuni nomi scelti dalla componente civile già si conoscono: ‘Radio France Internationale’, tra gli altri, cita l’attivista Aisha Mousa, come unica donna destinata a figurare nella giunta, che sarà composta da sei civili e cinque militari. Si parla inoltre di un professore di fisica dell’Università di Khartoum e di un membro del partito Umma, oltre all’economista ed ex funzionario Onu Abdallah Hamdock, scelto dalle forze civili come futuro premier.

Sabato, dopo quasi otto mesi di manifestazioni per un governo civile, spesso represse nel sangue, la giunta militare di transizione e i rappresentanti civili dell’opposizione hanno raggiunto un accordo, definito storico, per la formazione di un governo provvisorio. Il ‘consiglio sovrano’ dovrà essere diretto per i primi 21 mesi da un generale, e per i 18 restanti da un civile.

Il 28 agosto dovrebbero essere ufficializzata invece la composizione del nuovo governo provvisorio, con un massimo di 20 membri.

Le proteste, durante le quali si calcola che siano morte 250 persone, erano iniziate contro l’ex presidente Omar Al-Bashir, il generale rimasto alla guida del Pese per circa trent’anni e deposto ad aprile. Stamane, Bashir è arrivato in tribunale a Khartoum per la prima udienza di un processo in cui è accusato di corruzione.

UNIONE DONNE CONTRO GIUNTA SOVRANA: QUASI TUTTA MASCHILE

Se in molti lo hanno celebrato come un successo, l’accordo tra civili e militari raggiunto sabato scorso in Sudan e i primi passi della transizione hanno già suscitato perplessità da più parti.

L’Unione delle donne sudanesi ha condannato, in una nota, la decisione da parte delle ‘Forze democratiche per la libertà il cambiamento’ di nominare una sola donna tra i membri civili della giunta sovrana che sarà ufficializzata oggi. “Le donne- si legge nella nota- hanno avuto un grande ruolo nella rivoluzione, alla stessa stregua dei loro concittadini uomini. Vogliamo una partecipazione al 50% a tutti i livelli, in base a qualifiche e capacità”.

E in un’analisi su ‘Roar Magazine’, gli attivisti Mohamed ElNaiem e Mohamed Abdelraoof mettono in discussione la struttura stessa dell’intesa: “Il consiglio sovrano è la cosa più importante per noi, è il corpo supremo che dovrà scegliere i giudici, rappresentare il Paese e nominare sindaci e governatori. Sarà composto da 11 membri: cinque nominati dalle Ffc, cinque dal Tmc. Un membro ‘neutrale’, un ufficiale militare in pensione, dovrebbe essere l’undicesimo membro- spiegano- Non crediamo che quest’accordo otterrà gli obbiettivi per i quali abbiamo combattuto, né che darà giustizia alle tante vittime del regime”.

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