Coronavirus, la Regione Lazio replica a Fontana: “Nelle nostre Rsa nessun caso Lombardia”

Nessuna promiscuità tra positivi e negativi, nessuna facilità nel contagio
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ROMA – “Caro Presidente Fontana prima di accusare si informi bene. Ancora una volta la Regione Lazio si trova a smentire una bufala diffusa per infangare il lavoro fatto durante questa emergenza dalla giunta Regionale del Lazio. Alcuni giornali, prendendo spunto da una richiesta di disponibilita’ fatta alle Rsa del territorio dalla Regione per creare strutture esclusivamente Covid, vorrebbero far credere al lettore che, al pari della Lombardia, il Lazio avrebbe facilitato il contagio nelle residenze dedicate agli anziani. È totalmente falso. Sarebbe bastata una telefonata, cosa che anche stavolta alcuni giornalisti non hanno fatto, per conoscere la verita’. Quell’avviso pubblicato sul sito regionale aveva come obiettivo di individuare quelle Rsa disponibili a diventare centri Covid, ossia luoghi che avrebbero ospitato esclusivamente pazienti contagiati che non necessitavano di ricovero ospedaliero. Questa scelta e’ stata fatta proprio per isolare totalmente i contagiati e contenere la diffusione del virus. Quindi nessuna promiscuita’ tra positivi e negativi, nessuna facilita’ nel contagio, nessun caso Lombardia nel Lazio. Anzi l’opposto di quanto sembra essere stato fatto in Lombardia: dividere e ripetiamo dedicare strutture esclusivamente al Covid. Una buona pratica validata dall’Istituto Spallanzani, in piena conformita’ delle linee guida del ministero della Salute e che portera’ ora anche all’apertura a Genzano di una Rsa covid totalmente pubblica proprio per continuare l’azione di divisione dei pazienti”. Lo comunica in una nota della Regione Lazio.

D’AMATO: “FONTANA MISTIFICA, DISPIACE DOPO NOSTRO AIUTO”

“Fontana non si permetta di mistificare, nel Lazio si sono create RSA esclusivamente Covid per pazienti positivi che secondo le indicazioni cliniche non necessitano di ricovero ospedaliero. Lunedi’ ne apriremo una interamente pubblica a Genzano di Roma. Capisco le enormi difficolta’ di Fontana, ma dire che la Lombardia e’ come il Lazio e’ una mistificazione. Con un tasso di letalita’ 3 volte superiore e un numero di decessi nelle RSA 18 volte superiore, secondo i dati dell’ISS, credo che Fontana abbia tanto altro da fare che parlare del Lazio a Radio Padania. Dispiace poiche’ noi abbiamo sempre aiutato ospitando pazienti di Milano, di Brescia, di Bergamo in un grande spirito di unita’ e oggi prendendoci, su richiesta della Protezione Civile Nazionale, anche i tamponi dalla Valle D’Aosta, lo abbiamo fatto e lo faremo ancora se serve ad aiutare chi e’ piu’ in difficolta’. Ricordo inoltre che il maggior numero di volontari medici andati nelle regioni del nord proviene proprio dal Lazio. Capisco la polemica politica, ma guai a smarrire la riconoscenza per il lavoro svolto”. Lo dichiara l’assessore alla Sanita’ della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

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19 Aprile 2020
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