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Giornalismo, presentati i finalisti del Premio Morrione

Dal 2011 a oggi hanno partecipato al bando 806 giovani autori con 541 soggetti d’inchiesta
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ROMA – “La fiducia nei giovani, il lavoro di squadra, l’impegno nel dare la notizia approfondita e nello scavare nella memoria”: Mara Filippi Morrione ha indicato questi valori fondanti durante la presentazione dei finalisti dell’ottava edizione del Premio Morrione che si è tenuta oggi nella Sala degli arazzi della ‘Rai’, in viale Mazzini. La giuria, presieduta da Giuseppe Giulietti, ha selezionato quattro progetti di inchiesta tra i 55 candidati.

Dal 2011 a oggi hanno partecipato al bando 806 giovani autori con 541 soggetti d’inchiesta. Grazie al Premio, è stato ricordato, sono state realizzate 24 inchieste giornalistiche. Da oggi inizia la fase di produzione delle inchieste, che durerà cinque mesi, durante i quali i finalisti saranno affiancati da tutor. I temi delle inchieste selezionate non sono stati divulgati per permettere ai giovani di realizzare i progetti senza interferenze e condizionamenti.

“Faremo di tutto per impegnarci con umiltà e professionalità” ha detto Mario Catalano, finalista siciliano insieme al collega Vincenzo Pizzuto ad uno dei tre progetti di video inchiesta. “Una delle sfide più importanti del giornalismo d’inchiesta di oggi – ha detto Catalano – è far emergere la verità”.

Marina De Ghantuz Cubbe, finalista del secondo gruppo, insieme con Giovanni Culmone e Ludovico Tallarita, ha spiegato all’agenzia ‘Dire’ che “il valore del Premio Morrione è il dare una possibilità ai giovani di sviluppare un lavoro d’inchiesta, possibilità importante soprattutto in Italia e in questo periodo storico”. De Ghantuz Cubbe ha aggiunto: “Per fare giornalismo d’inchiesta sono necessari soldi e tempo, soprattutto per fare un lavoro di qualità”.

“Lavorare insieme e mettere in comune uno sforzo” sono le parole di Lidia Sirna, finalista con Eleonora Mazzocca e Elan Kaniadakis per il terzo gruppo di inchieste selezionate dal Premio. Sirna ha sottolineato le difficoltà e allo stesso tempo la necessità di “raccontare verità scomode che non trovano spesso spazio nei canali mediatici tradizionali, perché fare giornalismo d’inchiesta richiede più tempo per la realizzazione”. Ruggero Scotti ha introdotto il lavoro che verrà realizzato insieme a Maurizio Franco e Matteo Garavoglia per la categoria video sperimentale. “La sezione sperimentale è una novità” ha detto Scotti: “Ci incuriosiva questa realtà in cui abbiamo potuto sperimentare una nuova forma di linguaggio per il giornalismo di inchiesta”.

Non potendo raccontare il soggetto dell’inchiesta, Scotti ha sottolineato comunque di voler realizzare l’inchiesta “mettendo al centro i social media, in particolare Instagram”. I finalisti saranno affiancati da un gruppo di professionisti e giornalisti che li supporteranno nella realizzazione dei progetti. Tra i tutor Chiara Cazzaniga, giornalista esperta di Medio Oriente, Raffaella Pusceddu, che dal 1998 lavora per ‘Rai Tre’, Pietro Suber, giornalista e documentarista, e Giovanni Tizian, collaboratore dell”Espresso’. Il tutoraggio tecnico video-audio è affidato, come ogni anno, a Francesco Cavalli, mentre quello musicale è di Pietro Ferri. Il tutor per il web sarà Stefano Lamorgese, mentre l’avvocato Giulio Vasaturo garantirà ai candidati consulenza legale. A ciascun progetto finalista sarà assegnato un budget di 4mila euro da impiegare nello sviluppo e nella produzione d’inchiesta.

Le quattro inchieste concorrono a un premio finale del valore di 2mila euro per la migliore video-inchiesta e il migliore progetto sperimentale. Il Premio, riservato agli under 31, è dedicato alla memoria, all’impegno civile e professionale di Roberto Morrione, giornalista ‘Rai’, fondatore della rete all news ‘Rai News 24’ e dell’osservatorio ‘LiberaInformazione’. Le giornate del Premio sono dedicate alla giornalista d’inchiesta Ilaria Alpi e al cameraman Miran Hrovatin, uccisi in Somalia il 20 marzo 1994.

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