Da nomina sottosegretari a direzione Pd, la road map per Gualtieri candidato

roberto gualtieri
Potrebbe essere lui a correre per il Campidoglio. Una volta completata la squadra di governo, Zingaretti dovrebbe incontrare l'ex ministro
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ROMA – Le nomine dei sottosegretari del governo Draghi. Partirà da qui, all’inizio della prossima settimana, la road map che dovrebbe portare alla designazione di Roberto Gualtieri a candidato sindaco di Roma da parte del Pd. Un percorso “multistep” che sfocerà nel tavolo del centrosinistra capitolino, perché, come ha più volte detto il segretario Dem, Nicola Zingaretti, sarà il territorio a scegliere il rappresentante per il Campidoglio e non i partiti. Tuttavia la scelta che farà il Pd per affiancare la propria proposta politica per le prossime comunali a quelle già in campo (Carlo Calenda, Monica Cirinnà, Giovanni Caudo, Paolo Ciani e Tobia Zevi) non potrà che partire dal Nazareno. Dove in tanti pensano che il ministro dell’Economia e Finanza del governo Conte bis sia la personalità capace di tenere unito il centrosinistra alle prossime comunali e che difficilmente declinerebbe una richiesta in tal senso di Nicola Zingaretti. Ma finora, secondo quanto risulta all’agenzia Dire, nessuno ha chiesto formalmente a Gualtieri di scendere in campo. Anche perché sarebbe stato un atto politicamente e umanamente poco opportuno all’indomani della sua mancata riconferma alla guida del dicastero di via XX settembre. Certo, non sono mancati i contatti con Zingaretti ma nulla che abbia avuto il crisma dell’investitura. Questo momento sta per arrivare.

Il countdown partirà una volta che sarà completata la squadra del governo Draghi. Un passaggio importante per il Pd, intenzionato a rimediare ai malumori interni della componente femminile per nulla rappresentata nella quota dem del nuovo esecutivo e che rischiava di ripercuotersi anche sulla vicenda delle prossime elezioni amministrative. La proposta di sole donne per ricoprire i sottosegretariati spettanti al Partito Democratico aiuterà anche a svincolare questa partita dal percorso per le candidature a sindaco nella prossima tornata di elezioni e, nel caso particolare di Roma, a rendere più sgombra la strada per arrivare a Roberto Gualtieri.

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Il primo passo sarà l’incontro con Nicola Zingaretti (che non ha mai nascosto la sua grande stima per il deputato eletto nel 2020 nelle elezioni suppletive nel collegio Roma 1) che avverrà una volta che il quadro governativo sarà definito. Poi verosimilmente toccherà ai segretari territoriali, cioè quello del Lazio (Bruno Astorre) e di Roma (Andrea Casu) fare la propria parte per arrivare al lieto fine. Il coronamento di questi passaggi preliminari ma basilari sarà la convocazione, da parte del segretario dem capitolino, di una direzione romana del partito con sostanzialmente all’ordine del giorno la votazione su una proposta di candidatura di Gualtieri. Ottenuto il via libera, sempre Casu porterà la “novità politica” nel tavolo del centrosinistra, luogo dal quale uscirà fuori il candidato sindaco. Come? Il Pd intende fare le primarie (tanto che a livello nazionale stanno lavorando su una piattaforma da utilizzare, nel caso il prolungarsi dell’emergenza Covid lo richiedesse, dovunque sia necessario consultare i cittadini), anche per i presidenti di Municipio. Ma sul tema ci sono tante opinione diverse quasi quanti sono i candidati.

Il leader di Azione, Carlo Calenda, non intende abbandonare la sua candidatura e anzi stamattina su Twitter ha scritto “Roberto Gualtieri è una persona di qualità, sarà una bella sfida” commentando una fake card con la dicitura “Roberto Gualtieri sindaco di Roma 2021” accompagnata dai simboli di PD e 5 Stelle. Perché, al netto di eventuali e futuribili alleanze politiche, Gualtieri non è ancora in campo per Roma. Ma il Pd ha in testa la strada per arrivarci. E c’è ancora chi, come gli esponenti di ‘Liberare Roma’ che fanno capo a Massimiliano Smeriglio, sogna di vedere alle primarie sia Gualtieri che Calenda.

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