Sud Sudan, al via in Etiopia il terzo round dei negoziati di pace

Oltre 200 partecipanti. Di discuterà di tregua e transizione politica
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ROMA – Una nuova fase nei colloquio di pace si e’ aperta per il Sud Sudan, lo Stato “piu’ giovane del mondo”, entrato al suo quinto anno consecutivo di guerra civile. Ad ospitare il tavolo negoziale avviato ieri, il governo dell’Etiopia: ad Addis Abeba, e per cinque giorni, oltre 200 persone tra esponenti di governo, di 28 partiti di opposizione e dei gruppi armati del Sud Sudan si siederanno allo stesso tavolo, sotto l’egida dell’organizzazione regionale Igad, l’Autorita’ intergovernativa per lo sviluppo. L’ obiettivo e’ quello di incoraggiare l’implementazione dell’accordo di pace siglato tre anni fa per porre fine alle violenze nate dall’ostilita’ tra il presidente Salva Kiir, e l’ex-vicepresidente Riek Machar.
Altro punto all’ordine del giorno, sono i tempi e le modalita’ con cui si svolgera’ la transizione politica, nonche’ l’assegnazione degli incarichi di governo. Per questa ragione, secondo l’analista sudsudanese James Okuk, i cinque giorni di dialoghi potrebbero non essere sufficienti ad arrivare a una soluzione condivisa.

Come Okuk ha spiegato all’emittente ‘Radio France internationale’, il numero dei partecipanti e’ decisamente lievitato rispetto ai due incontri precedenti, difficile pertanto mettere d’accordo oltre 200 persone.
Segnali di insofferenza giungono intanto dalla comunita’ internazionale: la scorsa settimana l’Onu ha minacciato di seguire Unione Europea e Stati Uniti nella decisione di imporre sanzioni contro Juba, se le parti non si decideranno a rispettare la tregua.  Gli scontri tra l’esercito di Kiir e le milizie di Machar hanno causato un’emergenza umanitaria che coinvolge 7 milioni di sudsudanesi – ben oltre la meta’ della popolazione – con 2,4 milioni di profughi fuggiti nei Paesi vicini, cosi’ come calcolato dall’Alto commissariato Onu per i Rifugiati (Unhcr).

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