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Coronavirus, il Tar dà ragione a De Luca: “Vietate attività all’aperto”

Respinto, dunque, il ricorso presentato nei confronti dell'ordinanza del presidente della Regione Campania (la numero 15 del 13 marzo e il chiarimento numero 6 del 14 marzo)
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NAPOLI – Dato “il rischio di contagio, ormai gravissimo sull’intero territorio regionale” va “accordata prevalenza alle misure approntate per la tutela della salute pubblica nella valutazione dei contrapposti interessi” vista la situazione emergenziale”.
Sono queste le ragioni principali che hanno portato il Tar Campania, con il decreto monocratico depositato oggi, a respingere l’istanza cautelare di sospensione dell’ordinanza del presidente della Regione Campania (la numero 15 del 13 marzo e il chiarimento numero 6 del 14 marzo).
Con l’ordinanza in questione, il governatore Vincenzo De Luca ha disposto “l’obbligo di rimanere nelle proprie abitazioni” per i cittadini campani consentendo solo spostamenti temporanei e individuali per esigenze lavorative o per motivi di salute o necessita’ come fare la spesa. Il chiarimento del giorno successivo, invece, contiene la specifica che “l’attività sportiva, ludica o ricreativa all’aperto in luoghi pubblici o aperti al pubblico non è compatibile con il contenuto dell’ordinanza” e quindi non consentita.
Inoltre, il decreto monocratico del Tar Campania ha anche rilevato come “l’ordinanza 15/2020 richiama plurime disposizioni legislative che fondano la base legale del potere di adozione di misure correlate a situazioni regionalmente localizzate, il che esclude ogni possibile contrasto di dette misure con quelle predisposte per l’intero territorio nazionale”.
Il presidente della quinta sezione del Tar Campania “fissa per la trattazione collegiale la camera di consiglio del 21 aprile 2020”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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