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Zaia: “La campagna vaccinale in Veneto è sospesa, mancano le forniture”

luca zaia
Il presidente spiega che le dosi accantonate in regione sono sufficienti soltanto per il richiamo di chi è già stato immunizzato: "È vergognoso: ci sono un gruppo di Regioni con tagli zero, un gruppo con tagli moderati e un gruppo in cui ci siamo noi che ne perdiamo più della metà"
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VENEZIA – In Veneto “la campagna vaccinale è sospesa“. Lo afferma il presidente della Regione Luca Zaia, spiegando che questa settimana la Regione riuscirà ad effettuare solo i richiami di chi ha già ricevuto la prima dose, grazie alle dosi accantonate. “Ma se sarà messa in discussione la fornitura della prossima settimana, anche di un solo vaccino, lo dico a Pfizer, noi non riusciremo a fare i richiami”, avverte Zaia.

“È vergognoso quello che sta accadendo… Tu non puoi dare un piano forniture che si traduce in piano vaccinale, che per noi vuol dire appuntamenti fissati, e poi dire che ci tagli fornitura del 53%. Così non funziona. Se poi guardiamo i dati vediamo che ci sono un gruppo di Regioni con tagli zero, un gruppo con tagli moderati e un gruppo in cui ci siamo noi che ne perdiamo più della metà”, attacca Zaia auspicando che “perlomeno ci sia una distribuzione solidale di quello che c’è”, perché “non può essere che alcune Regioni debbano sospendere le vaccinazioni”.

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Detto questo, “noi non abbiamo fatto contratti con Pfizer, quindi siamo parte lesa, ma non controparte giuridica… Spero che a livello nazionale si vada giù duri e pesanti da un punto di vista legale per una vicenda come questa”, conclude Zaia. “Noi siamo molto arrabbiati, non sappiamo come tutelarci ma lo faremo”. E “voglio poi capire se altri Paesi hanno avuto ricadute pari a quelle nostre, voglio sapere se sono state tagliate le forniture anche a Germania, Francia, Spagna e Stati Uniti”.

“SI PARLA DI REDISTRIBUIRE LE DOSI ALLE REGIONI VIRTUOSE”

“Sono tre settimane che si parla della mia proposta di garantire due settimane di magazzino a ogni Regione e di considerare che oltre non è più magazzino, ma surplus che può essere distribuito ad altre Regioni… Arcuri ha portato la proposta in discussione e ci ha chiesto una settimana di tempo per renderla operativa” aggiunge Zaia.

“RIAPRO LE SCUOLE SOLO SE LE CONDIZIONI SANITARIE LO PERMETTONO”

Posto che “firmare un’ordinanza per chiudere la scuola è una sconfitta“, in Veneto le scuole non riapriranno finché non ci saranno condizioni epidemiologiche compatibili. Questa, in sostanza, la posizione del presidente della Regione, che non ha quindi intenzione di ritirare l’ordinanza con cui determina l’utilizzo della sola didattica a distanza per le scuole superiori fino al 31 gennaio. “Mi hanno annunciato questa mattina che è stato presentato un ricorso, è un diritto in democrazia farlo”, spiega poi Zaia, e se il Tar accoglierà il ricorso le scuole dovranno quindi tornare alle lezioni in presenza. Ma in caso contrario le cose non cambieranno almeno fino a febbraio. Poi bisognerà valutare la situazione epidemiologica. “Noi ci adegueremo alle indicazioni nazionali solo se la condizione sanitaria sarà compatibile con la riapertura”, continua il governatore, anticipando che “questa sera alle 20.30” si terrà una riunione dei presidenti delle Regioni in cui si parlerà anche di questo tema. Bisognerà vedere anche “l’impatto del parere del comitato tecnico scientifico”, conclude Zaia. “Lo ha chiesto il ministro e noi ci aspettiamo un provvedimento dal ministro”.

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