Zaia: “Se avessimo le dosi vaccineremmo tutti i veneti in quattro mesi”

luca zaia
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

VENEZIA- Se ci fossero le dosi disponibili, il Veneto sarebbe in grado di vaccinare tutti i suoi abitanti (presupponendo che un 20% circa non si vaccini), nel giro di “quattro mesi, massimo cinque”. Lo assicura il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, spiegando che “siamo arrivati a spingere la macchina anche a 9.000 vaccini al giorno, ma perché abbiamo quelli”. Nel frattempo la Regione ha somministrato 76.471 vaccini, pari al 96,3% delle dosi ricevute al netto del nuovo lotto da 38.000 dosi circa arrivato oggi. Se la fornitura dovesse continuare a questo ritmo è verosimile arrivare a “chiudere le vaccinazioni a fine settembre”, continua Zaia. “Ma ci sono varianti positive: abbiamo contezza del fatto che sul mercato non ci sarà solo Moderna” ma, probabilmente anche AstraZeneca.

veneto dati covid

In Veneto l’occupazione delle terapie intensive da parte di pazienti Covid sta calando dal 31 dicembre. Lo evidenzia il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, diffondendo una tabella relativa ai ricoveri in terapia intensiva oggi in conferenza stampa dalla sede della Protezione civile regionale. I ricoverati in terapia intensiva sono oggi 391, mentre quelli in area non intensiva sono 3.028. Nelle ultime 24 ore i nuovi casi riscontrati sono 2.134, con 52.671 tamponi effettuati. Questo vuol dire che l’incidenza di positivi su tamponi è del “4,05%”, continua Zaia.

LEGGI ANCHE: Covid, l’Ordine dei Medici di Venezia: “Zona rossa? Ci stiamo arrivando”

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»