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Governo, Conte oltre la maggioranza assoluta: 321 i sì, 259 i no

Il Presidente del Consiglio alla prova della Camera prima di andare in Senato
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ROMA – Il governo di Giuseppe Conte ha superato la soglia dei 316 si’ nella votazione alla Camera sulla fiducia: 321 i si’, 259 i no, 27 astenuti.

Nel voto di fiducia al governo, molti consensi sono arrivati all’esecutivo dalla componente del Misto che raggruppa gli indipendenti, i deputati non iscritti a nessuna sigla. Si tratta di ex M5s, sette dei quali hanno votato oggi per la prima volta la fiducia all’esecutivo (Piera Aiello, Nadia Aprile, Silvia Benedetti, Alessandra Ermellino,Lorenzo Fioramonti, Carmelo Lo Monte, Raffaele Trano) e Rosalba De Giorgi, che in passato aveva gia’ votato la fiducia.

CONTE CHIEDE LA FIDUCIA: “DA SINGOLI PARLAMENTARI DIPENDE FUTURO DEL PAESE”

“L’appello è chiaro e nitido: c’è un progetto politico preciso e articolato che mira a rendere il nostro Paese più moderno e che mira a completare le riforme in cantiere e a superare le disuguaglianze che la pandemia sta accentuando”. Lo dice il premier Giuseppe Conte, parlando alla Camera durante la sua replica al dibattito parlamentare seguito al suo intervento di questa mattina. Dopo le repliche del premier sono previste le dichiarazioni di voto sulla risoluzione di maggioranza, sulla quale il governo ha scelto di porre la fiducia.

“Non bisogna avere timori o timidezze, ho rivolto un appello a tutte le forze politiche e alla coscienza dei singoli parlamentari– continua- chi si riconosce in questo progetto può dare una mano”. Dalle scelte di ognuno “dipende il futuro del Paese, l’appello che ho fatto è alla luce del sole, chiamando le energie migliori. E’ un appello trasparente che propongo in parlamento”.

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ORE 18.00 – LE DICHIARAZIONI DI VOTO

Dopo le repliche del presidente del Consiglio, tocca ai capogruppo annunciare le proprie intenzioni di voto sulla questione di fiducia posta dal governo. Ecco tutti gli interventi.

CRIPPA (M5S): CRISI INCOMPRENSIBILI E SURREALE

“Stiamo parlando di una surreale crisi di governo, una scelta politica incomprensibile. E’ come essere su un tandem: far fatica pedalando e accorgersi che uno dei compagni di squadra non solo non pedala più ma ha anche sgonfiato le gomme durante la salita”, ha osservato il capogruppo M5S Davide Crippa in dichiarazione di voto sulla fiducia nell’Aula della Camera.

MOLINARI (LEGA) “SPETTACOLO IMMONDO, MASTELLA TALENT SCOUT

“Gli italiani sono di fronte a uno spettacolo disarmante, immondo e indegno: una sorta di calcio mercato dei parlamentari con improbabili talent scout come Mastella”, ha detto il capogruppo della Lega, Riccardo Molinari, durante il suo itnevento alla Camera. “Lo dico non tanto per esprimere un giudizio morale su Mastella – ha aggiunto – ma pensando al giudizio che dava su quelli che ora chiamate ‘costruttori’, la principale forza politica del suo governo cioè il M5S. I termini più gentili allora erano traditori, venduti, voltagabbana. Come si può conciliare quello che si diceva allora con ora?”.

DELRIO (PD): CRISI AL BUIO ERRORE GRAVE, INCERTEZZA SUL FUTURO

“La crisi al buio è stato un errore grave, crea incertezza sul futuro e interrompe il dialogo che era cominciato tra le forze politiche”. Così il capogruppo alla Camera del Pd, Graziano Delrio, intervenendo in aula alla Camera.

“Occorre un governo forte, ambizioso e saldo: lei non è qui per sopravvivere, ma per dare orizzonte di forza e di dignità all’azione di governo”, aggiunge Delrio.

GELMINI (FI): SE CONTE NON HA I NUMERI SI DIMETTA

“Noi siamo profondamente europeisti, autenticamente liberali e ci onoriamo in alcuni di noi di una cultura socialista ma per tutte queste ragioni siamo alternativi alle forze che compongono la sua maggioranza. Un socialista non può stare con Bonafede che ha abolito la prescrizione ed un autentico liberale non riscontra nella politica economica di questo governo nulla che non sia dirigista, statalista e volto a vessare i citadini”. Lo dice nell’Aula della Camera Maria Stella Gelmini di Fi in dichiarazione di voto sulla fiducia sulle comunicazioni del presidente del Consiglio.

“Mettere insieme la sua maggioranza è impossibile. Dovevate fare presto e bene. Noi non facciamo il tifo per lo sfascio, facciamo il tifo per l’Italia anche se siete voi a governare. Ma come farete mano con questa maggioranza frastagliata a mettere mano alla riforma elettorale?”, aggiunge.

“Se Conte avrà i numeri vada avanti. Se, come noi crediamo i numeri non ci sono abbia il coraggio di dimettersi e di lasciare nelle mani del presidente Mattarella la gestione della crisi. Ma basta perdite di tempo”, conclude.

MELONI (FDI): QUIRINALE CONSENTE ESECUTIVO SENZA MAGGIORANZA ASSOLUTA?

“Avvocato Conte, stamattina mi sono vergognata per lei, dicendo ‘aiutateci’ tradiva disperazione e mi sono vergognata per il mercimonio inscenato in quest’aula per il tentativo di dare profondità a quella supplica. Ricordo quando diceva ‘voliamo in alto’. Con la Mastella Airlines?”. Inizia così l’intervento di Giorgia Meloni alla Camera, in replica alle comunicazioni di Giuseppe Conte.

“Voi- continua- fate rimpiangere la prima repubblica, dove cambiavano i presidenti del consiglio ma non cambiavano i partiti che la sostenevano. Oggi cambiano i partiti ma il premier resta sempre lo stesso”. Giuseppe Conte prova “qualsiasi cosa pur di rimanere esattamente dov’è. Il ‘barbatrucco’ che ci vuole propinare è, dopo aver distrutto l’Italia, di volerla ricostruire. Ora cerca questi costruttori: chissà quanto saranno utili i compassi…”.

“Presidente Conte- chiede Meloni- siete sicuri che il presidente della Repubblica vi consentirà di governare in assenza di una maggioranza assoluta? Dopo che nel 2018 si è rifiutato di dare l’incarico al centrodestra perché non c’era la certezza sui numeri. Pensate che le regole della democrazia valgono solo per il centrodestra? Le regole valgono per tutti”.

“L’Italia non può più permettersi gli improvvisati, i ricattatori, i politicanti da strapazzo. E’ il tempo dei patrioti, della libertà e dell’orgoglio. E’ tempo di un’Italia con una classe politica all’altezza della sua storia che non voi rappresentate”, dice Giorgia Meloni concludendo il suo discorso alla Camera. “Se lei avesse a cuore il destino di questa nazione si sarebbe già fatto da parte”, aggiunge rivolta a Conte.

ROSATO (IV) A CONTE: NOSTRA ROTTURA RESPONSABILE, CONFERMIAMO ASTENSIONE

“La nostra e’ stata una rottura responsabile. Voi siete qui senza avere l’assillo di trovare la maggioranza relativa, perche’ noi vi abbiamo garantito la nostra astensione. E lo confermo. Cosi’ come le confermo che voteremo lo scostamento di bilancio. Voteremo il decreto ristori e il decreto Covid”. Cosi’ Ettore Rosato di Italia viva.

ROSATO (IV) A CONTE: CI CONSIDERIAMO COSTRUTTORI, ALZI IL TELEFONO

“Io penso che la personalizzazione dello scontro politico va fatto quando serve. Quando si tratta degli italiani bisogna avere il coraggio di alzare il telefono, mettersi intorno a un tavolo e ragionare sulle questioni di merito”. Cosi’ Ettore Rosato in aula alla Camera, nel corso della dichiarazione di voto.

“Voi pensate che i problemi del governo si chiamino Matteo Renzi? Le cose che non funzionano – aggiunge Rosato – sono tante e non si risolvono con un partner in piu’ o in meno in maggioranza. Noi abbiamo teso una mano per lavorare insieme. L’abbiamo tesa non per un posto, ma perche’ ci consideriamo dei costruttori. Sta a voi decidere se aprire un confronto fino in fondo sui contenuti o sui nostri caratteri. Sta a voi capire se da una crisi si esce in maniera piu’ forte o in maniera piu’ debole. Se questa crisi, che e’ aperta da tempo, sia il momento di chiuderla. A noi non spaventa l’opposizione, da dove faremo sempre il tifo per l’Italia”.

FORNARO (LEU): NO CRISI AL BUIO, SIAMO LEALI

No a una “crisi al buio”, oggi “c’è più bisogno di giustizia sociale, bisogna lavorare a una reale inclusione. Siamo convinti che da questa crisi sanitaria ed economica si esca insieme, con una squadra coesa. Presidente, se seguirà con coerenza e coraggio la strada indicata stamattina, ci troverò al suo fianco a collaborare con lealtà insieme alla maggioranza”. Lo ha detto il capogruppo alla Camera di Leu, Franco Fornaro, nelle dichiarazioni di voto in Aula a Montecitorio.

LUPI A CONTE: TENIAMO ALL’ITALIA, NON DAREMO FIDUCIA

“Lei ci e’ venuto a dire: ‘tutto va bene, signora la marchesa’. Noi proprio perche’ teniamo all’Italia, non le daremo la fiducia”. Cosi’ Maurizio Lupi, di Noi con l’Italia, nella dichiarazione di voto alla Camera.

“La vostra politica e’ stata procastinare, facendo promesse mirabolanti. Siamo europeisti, popolari e responsabili ma non voteremo la fiducia al suo governo. Perche’ oggi bisogna ridare spazi di liberta’, perche’ non vogliamo che l’assistenzialismo diventi la massima aspirazione di chi ci governa”, aggiunge Lupi.

TABACCI RICORDA STURZO: POLITICA COME MISSIONE, CONTE CENTRALE

“Noi riteniamo la sua figura centrale nell’equilibrio parlamentare di questa legislatura”. Cosi’ Bruno Tabacci, rivolgendosi al premier, nella dichiarazione di voto a nome della componente del misto Centro Democratico, che vanta 11 deputati.

“Certo non andava tutto bene nel suo governo, ma la modalita’ non era questa. La scelta di aprire la crisi e’ stata una mancanza di rispetto nei confronti del Paese”, aggiunge.

Tabacci ricorda che oggi e’ il 18 gennaio giorno in cui don Luigi Sturzo fondava nel 1919 il Partito popolare. “L’idea di una politica alta come missione. Noi – spiega – faremo la nostra parte. Ma e’ necessario dar vita a un nuovo governo. Si tratterebbe di un passaggio politico che le darebbe piu’ forza anche nel Paese. E’ un doppio impegno di legislatura e di prospettiva. Il nostro gruppo le accorda pieno sostegno”.

MAGI (AZIONE +EU): NO FIDUCIA, APRIRE CRISI FORMALE

“La maggioranza o c’è o non c’è, inutile girarci intorno. Proseguire così avrebbe la conseguenza di mettere ancora a rischio la centralità del parlamento perchè si avrebbe paura di cadere. Aprite una crisi formale”. Così Riccardo Magi di Azione +Europa, nel corso le dichiarazioni di voto alla Camera.

SCHULLIAN (MINORANZE LINGUISTICHE): SÌ ALLA FIDUCIA

“Voteremo la fiducia a questo governo”. Lo annuncia Manfred Schullian delle minoranze linghistiche (4 deputati), in aula alla Camera.

ROSPI (PP-AP-PSI): NO A FIDUCIA, SERVE SOLIDA MAGGIORANZA

“Auspichiamo governo rinnovato e di nuovo profilo, anche guidato da lei, ma sostenuto da una solida maggioranza. Per questo non voteremo a favore di questo governo”. Lo annucnia Gianluca Rospi della componente del gruppo Misto Popolo protagonista-Ap-Psi.

TASSO (MAIE): FIDUCIA A GOVERNO E PREMIER CONTE

“L’unico modo per proseguire la legislatura è votare la fiducia a questo governo e al presidente del Consiglio. Non ci sottrarremo al patto di legislatura proposto dal premier Conte”. Così Antonio Tasso del Maie annuncia il voto favorevole alla fiducia, intervenendo in aula alla Camera.

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ORE 12.00 – IL DISCORSO DI CONTE: PARLO A TESTA ALTA, NON E’ ARROGANZA MA CONSAPEVOLEZZA

Questa maggioranza ha dimostrato grande responsabilita’ raggiungendo convergenza di vedute e certezza di azione anche con fatica”. Cosi’ il premier Giuseppe Conte in aula alla Camera nel suo intervento sulla fiducia. “Confidiamo ancora in una risolutiva stagione riformista” basata ancora su “una visione, una spinta ideale, un investimento di fiducia”, continua Conte, ricordando come questo governo sia “una alleanza tra forze politiche provenienti da culture diverse”, nata “sulla base di due discriminanti: l’ancoraggio ai valori costituzionali e la solida vocazione europeista”.

“Abbiamo operato sempre le scelte migliori? Abbiamo espresso sempre le decisioni piu’ giuste? Ciascuno fara’ le sue valutazioni. Da parte mia posso dire che il governo ha operato i bilanciamenti costituzionali con il massimo scrupolo e la massima attenzione, nella consapevolezza dell’enorme portata” di queste scelte “per il futuro della nostra comunita’”, continua Conte in un passaggio accolto da un lungo applauso dell’emiciclo.

“Se io- aggiunge- oggi a voi che siete in aula e ai cittadini posso parlare a nome di tutto il governo a testa alta non è per l’arroganza di chi ritiene di non aver commesso errrori, ma per la consapevolezza di chi ha impiegato tutte le energie possibili per la comunità nazionale“.

Con la scelta politica del Next Generation Eu, e’ stata “impresso alla politica europea un nuovo corso irreversibile”, rivendica Conte prima di elencare i maggiori provvedimenti assunti dal governo. “Non avremmo potuto realizzare tutto questo se non ci fosse stata condivisione, collaborazione, responsabilita’ in ciascuna forza politica”.

CONTE: CRISI INCOMPRENSIBILE, HA APERTO FERITA CHE NON SI PUO’ CANCELLARE

La crisi deve trovare oggi qui in questa sede il proprio chiarimento secondo i principi di trasparenza del confronto che hanno caratterizzato il mio mandato e che sono canoni essenziali per una democrazia parlamentare”, dice il premier Giuseppe Conte prima di un prolungato applauso. “Dobbiamo ritrovare le ragioni nobili e alte della politica, di chi crede che la politica sia essenzialmente servizio alla comunità e non esercizio del potere. Non possiamo fornire risposte mediocri, come se nulla fosse accaduto, il governo deve essere all’altezza di questo compito”.

“Stiamo affrontando questa crisi in una fase cruciale, quando una pandemia epocale è ancora in pieano corso. I nostri cittadini stanno affrontando difficoltà, stanno piangendo i morti e confesso di avvertire un certo disagio: non sono qui- continua Conte- per annunciare misure di sostegno né per illustrare il recovery plan, ma per spiegare una crisi in cui io stesso non ravviso alcun plausibile fondamento”.

Il premier Giuseppe Conte ricorda in aula “i contrappunti polemici del tutto incomprensibili a chi si misura ogni giorno con la paura della malattia, con lo spettro dell’impoverimento, con l’angoscia sociale. Rischiamo di perdere noi tutti il contatto con la realta’: c’era davvero bisogno di aprire una crisi politica in questa fase? No”, dice il presidente del consiglio. “Abbiamo compiuto ogni sforzo con la massima disponibilita’ per evitare che potesse esplodere, nonostante continue pretese a ritmi sempre piu’ incalzanti con continui rilanci”.

Questa crisi ha aperto una ferita profonda nella maggioranza e provocato profondo sgomento nel Paese, rischia di provocare danni notevoli, ha già fatto salire lo spread”, dice Conte. “Arrivati a questo punto- aggiunge- non si può cancellare quello che è successo o recuperare un clima di fiducia, condizioni imprescindibili per lavorare tutti insieme nell’interesse del Paese. Adesso si volta pagina- sottolinea Conte- questo Paese merita un governo coeso che lavora a tempo pieno per favorire la ripartenza della nostra economia”.

CONTE ANNUNCIA RIFORMA ELETTORALE PROPORZIONALE E RINUNCIA A DELEGA SERVIZI

Il premier Giuseppe Conte ricorda in aula “il rinnovato impegno del governo da qui alla fine naturale della legislatura. Dobbiamo continuare a lavorare tutti insieme per mettere in sicurezza il paese e portarlo fuori da questa pandemia”.

“In materia di legge elettorale il governo nel rispetto delle determinazioni delle forze parlamentari si impegnera’ a proporre una riforma elettorale di impianto proporzionale, quanto piu’ possibile condivisa, che possa coniugare efficacemente le ragioni del pluralismo e della rappresentanza con l’esigenza pur ineludibile di assicurare stabilita’ al sistema politico” dice il premier Giuseppe Conte scatenando le proteste delle opposizioni prima di annunciare che la rinuncia alla delega ai servizi, che sarà delegata “a una persona di mia fiducia”.

L’APPELLO AI VOLENTEROSI: COSTRUIAMO INSIEME ALLEANZA CONTRO NAZIONALISTI E SOVRANISTI

“Non possiamo farci trovare impreparati, il governo ha bisogno del più ampio consenso in Parlamento. Servono forze parlamentari volenterose, servono donne e uomini capaci di rifuggire gli egoismi e l’utile personale, capaci di mirare all’interesse e al benessere dei cittadini”. Così Giuseppe Conte, parlando alla Camera, dove fa un appello a chi ha voglia di “farsi costruttore insieme a noi di questa alleanza: questo è il momento giusto per contribuire a questa prospettiva. Una chiara scelta di campo, contro le derive nazionaliste e sovraniste”, dice il premier lanciandu un appello a “europeisti, moderati, liberali, popolari e socialisti”.

Il premier Giuseppe Conte in aula spiega che “l’alleanza di governo sara’ chiamata a esprimere una imprescindibile vocazione europeista: le forze politiche sono chiamate a operare una chiara scelta di campo contro le derive nazionaliste e logiche sovraniste. Questa alleanza puo’ gia’ contare su una solida base di dialogo alimentata da M5s, Pd e Leu”. Conte rivolge quindi un appello all’aula: “Aiuateci. Aiutateci a ripartire con la massima celerita’ a rimarginare al piu’ presto la ferita che la crisi in atto ha prodotto nel patto di fiducia con i cittadini”.

“Con il voto di oggi- dice Conte- confido di porci alle spalle il grave gesto di irresponsabilità che ci ha precipitato in questa condizione di incertezza. Alle forze di maggioranza dico che nei prossimi giorni definiremo un patto di fine legislatura”.

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