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Governo, la discesa in campo di Conte senza citare mai Renzi

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Quando Conte rivolge l'appello ai "volenterosi e ai costruttori" taglia fuori Italia Viva
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ROMA – La discesa in campo del presidente del consiglio Giuseppe Conte avviene senza mai concedere all’avversario – Matteo Renzi – la soddisfazione neppure di una citazione. Ben diverso dal piglio con cui il premier affronto’ vis à vis Matteo Salvini nell’agosto del 2019.

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Per il momento Matteo Renzi non entra neppure nel discorso con cui il premier chiede la fiducia alla Camera. Solo un’allusione, impersonale e generica: “Al culmine di alcune settimane di attacchi anche mediatici molto aspri, a volte anche scomposti, alcuni esponenti di Italia Viva hanno anticipato e poi confermato di volersi smarcare da questo percorso comune”. Alcuni esponenti di Italia viva. E nulla di piu’.

Nelle 23 pagine di discorso – 11 gli applausi dell’aula – il premier rievoca brevemente il ruolo di Italia Viva, le cui ministre si sono astenute “al momento dell’approvazione, in Consiglio dei Ministri, del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, nonostante ci sia stato un chiaro contributo, apprezzato contributo, al miglioramento della bozza che era stata originariamente presentata”.

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La crisi ha ferito la compagine di governo ma piu’ di tutto ha provocato “profondo sgomento nel Paese”. Arrivati a questo punto- dice Conte – “non si può cancellare quel che è accaduto o pensare di poter recuperare quel clima di fiducia e quel senso di affidamento che sono condizioni imprescindibili per poter lavorare, tutti insieme, nell’interesse del Paese. Adesso si volta pagina”.

E’ il punto di non ritorno. Quando Conte rivolge l’appello ai “volenterosi e ai costruttori” taglia fuori Italia viva: “Questo governo puo’ contare su una solida base di dialogo alimentata da M5s, Pd e Leu”. Il quadro di riferimento e’ quello “europeista”, e cioe’: “liberali, popolari, socialisti”, contro “le derive nazionaliste e le logiche sovraniste”.

“Aiutateci. Aiutateci – dice Conte – a ripartire con la massima celerita’ a rimarginare al piu’ presto la ferita che la crisi in atto ha prodotto nel patto di fiducia con i cittadini. Chi ha a cuore il destino del Paese ci aiuti“.

Per quanto lo riguarda, assicura: “Io sono disposto a fare la mia parte. Assicuro l’impegno a guidare con il contributo di tutti questa fase cosi’ decisiva“.

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