Soi: “Prima udienza e un no agli ottici che vogliono sostituirsi all’oculista”

Stamani si è tenuta la prima udienza contro due ottici che esercitavano abusivamente la professione di Medico Oculista a Frosinone
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – Impedire l’abuso di esercizio della professione di medico oculista è quanto ha messo in atto la Società Oftalmologica Italiana per la tutela della vista di tutti, specialmente dei bambini, oggi vittime di persone che senza la necessaria preparazione e competenza sono in grado di procurare danni irreparabili agli occhi. Stamani, la prima udienza contro due ottici che esercitavano abusivamente la professione di Medico Oculista a Frosinone sottoponendo i propri clienti a esami medici non di loro competenza.

“Un primo importantissimo fatto concreto – commenta il presidente della SOI, Matteo Piovella – a cui ne seguiranno altri (dopo Frosinone sarà la volta di Genova e Firenze). Ricordo che SOI ha sporto denuncia, negli ultimi tre anni, all’autorità giudiziaria a tutela dei pazienti denunciando oltre 100 Ottici in Italia che utilizzavano metodologie cliniche e chirurgiche incompatibili con una professione commerciale (gli ottici sono iscritti a Confcommercio) che non può spacciarsi strumentalmente quale professione sanitaria o professione di Medico Oculista”.

L’UDIENZA CONTRO I DUE OTTICI

Stamani infatti a Frosinone si è tenuta la prima udienza che ha visto alla sbarra due ottici e come parte Civile la Società Oftalmologica Italiana e l’Ordine dei Medici di Frosinone. Gli ottici in questione, sottoponevano i propri clienti “ad un’accurata visita” a seguito della quale formulavano indicazioni e diagnosi di competenza del Medico Oculista, e questo, a tutela delle Persone, non è consentito dalla legge. Questi ottici misuravano lo spessore corneale e la pressione oculare, con un tonometro a soffio e un pachimetro, tutti strumenti di pertinenza del medico oculista arrivando persino ad affermare che non era necessario sottoporsi ad una visita di controllo da un Medico Oculista, in quanto la “visita” da loro condotta non aveva messo in evidenza valori anomali. 

In sintesi senza competenza e alcuna autorizzazione invece di indirizzare correttamente il proprio cliente a sottoporsi ad una visita medica oculistica specialistica, lo depistavano sostenendo che quanto da loro illecitamente evidenziato doveva tranquillizzarlo e rasserenarlo e motivarlo a non sottoporsi ai controlli suggeriti da SOI per garantirsi una buona vista per tutta la vita.

“Ricordo- dice Piovella- che la SOI ha dal 2018 diffuso il Calendario Salva Vista: obbligo di sottoporsi a visita medico oculistica specialistica alla nascita entro i tre anni il primo giorno di scuola a 12 anni dai 40 ai 60 anni con cadenza ogni due anni, dopo i 60 anni una volta all’anno. Rammento inoltre che differentemente da quanto universalmente creduto da i non Esperti, nonostante gli enormi passi avanti derivanti dalla fantascientifica tecnologia oggi a disposizione dei Medici Oculisti e dalle innovative terapie non disponibili solo fino a pochi anni fa, il numero delle persone cieche è destinato a triplicare entro l’anno 2050“.

“E’ un momento importante- dichiara Piovella- perché, finalmente, dopo le nostre denunce il Sistema Giuridico prende atto di quanto fino ad oggi abbiamo cercato di combattere, ossia l’abuso da parte degli ottici nel voler entrare illegittimamente a gamba tesa nella salvaguardia della vista delle persone, cosa complessa difficile e pericolosa capace di penalizzare irrimediabilmente la salute dei nostri occhi. Voglio ancora una volta- spiega Piovella- ricordare che ottici e optometristi non sono legalmente riconosciuti e non possono gestire proporre o attivare nessuna attività in ambito sanitario soprattutto con il rischio di far perdere la vista alle persone”. 

“E’ bene specificare- continua Piovella- che questa è la punta di un iceberg perché di situazioni come quella rilevata a Frosinone ne abbiamo accertate praticamente ovunque. Abbiamo scoperto che ottici e optometristi non legalmente riconosciuti utilizzano apparecchiature medicali che forniscono le necessarie informazioni per la diagnosi e la cura di gravi patologie, che sono invece di responsabilità unica del medico oculista. Un esempio per tutti è quello appunto di Frosinone, dove l’ottico che abbiamo denunciato “giocava” a fare il mini medico oculista senza preoccuparsi dei danni causati ai pazienti potenzialmente affetti da glaucoma, una delle più gravi e pericolose malattie oculari, normalmente priva di particolari disturbi e quindi molto complessa da diagnosticare e curare. La diagnosi negli stadi iniziali della patologia è il modo migliore per ridurre la potenzialità invalidante di questa grave malattia oculare può essere con competenza gestita solo da un medico oculista”.

“La presenza del tonometro e/o del pachimetro in negozio di ottica- illustra l’avvocato della SOI, Riccardo Salomone– è un indizio del reato denunciato da SOI, considerato che non è concepibile un utilizzo non medico di questi strumenti e il loro utilizzo non può prescindere da una diagnosi il più delle volte falsamente rassicurante se prodotta da chi non ha la competenza la cultura e la preparazione necessaria. Appare dunque evidente come sia stato commesso il delitto di abusivo esercizio della professione medico oculistica tanto per cui domani ci troveremo davanti ad un Giudice per evidenziare il pericolo reale circa la riduzione di tutela e sicurezza nei confronti dei Clienti e dei rischi collegati alla perdita della vista quando ci si attiva strumentalmente in campi medici dove non si ha adeguata preparazione competenza e responsabilità” conclude Salomone.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

17 Gennaio 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»