Le famiglie dei desaparecidos al lavoro per processare Malatto

L'ex militare vive da cittadino libero in Italia dal 2010. "Potrebbe scappare di nuovo, dobbiamo stringere i tempi, permettendo ai pm di iscriverlo al più presto nel registro degli indagati"
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ROMA – Dopo oltre 40 anni, i famigliari delle vittime e dei desaparecidos della dittatura argentina cercano di mettere alla sbarra il tenente colonnello Carlos Luis Malatto, ritenuto il mandante di torture, rapimenti e uccisioni a danno di almeno otto persone, avvenute nel carcere di Chimbas, a San Juan, di cui era responsabile tra il 1976 e il 1977. Dal 2010 l’ex militare vive da cittadino libero in Italia, dove si è rifugiato subito dopo l’apertura delle indagini a suo carico da parte della magistratura argentina. Godendo della doppia cittadinanza ha potuto trasferirsi a Messina, in Sicilia. Nel suo Paese i giudici lo hanno accusato di omicidio plurimo, associazione a delinquere, lesioni aggravate, violazione di domicilio e sequestro. A nulla sono servite le due richieste di estradizione, puntualmente respinte dai giudici italiani. Ora, i legali delle vittime e le associazioni dei familiari – tra cui le Madri e le Nonne di Plaza de Mayo – stanno provando, col sostegno di una serie di ong italiane di cui la Onlus 24 Marzo è capofila, a far aprire un procedimento giudiziario direttamente in Italia. Ieri, nel corso di una conferenza stampa a San Juan, è stato annunciato che nei prossimi 90 giorni “diverse persone informate dei fatti rilasceranno dichiarazioni notarili a San Juan, Mendoza e Buenos Aires”. Testimonianze e resoconti che saranno poi consegnati al pubblici ministeri incaricati del fascicolo, Francesco Dall’Olio e Laura Condemi, a cui si e’ aggiunto recentemente anche il dottor Francesco Caporale, gia’ pubblico ministero in diversi processi sui desaparecidos.

Al momento sarebbe anche in corso una rogatoria chiesta dai pm italiani ai magistrati di San Juan e diversi testimoni potrebbero essere sentiti prossimamente da Francisco Maldonado, procuratore federale di San Juan, per precisare le responsabilità di Carlos Luis Malatto nei crimini da lui perpretrati negli anni 1976-1977. Come spiega la 24 Marzo, a facilitare l’apertura del procedimento in Italia contribuisce la decisione a maggio scorso del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, di firmare l’autorizzazione per estendere le imputazioni contro Malatto e consentire di processarlo in Italia, insieme alla recente promulgazione della legge che riconosce il reato di tortura. “Malatto potrebbe scappare di nuovo e quindi dobbiamo stringere i tempi, permettendo ai pm di iscriverlo al più presto nel registro degli indagati”, fanno sapere dalla 24 Marzo. Alla conferenza stampa di ieri è intervenuta in video conferenza anche Estela De Carlotto, la leader delle Nonne di Plaza de Mayo, che ha esortato i familiari delle vittime: “Abbiate molta fede e molta forza, noi Abuelas de Plaza de Mayo siamo con voi”. 

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