Mozzarella campana dop congelata per conquistare nuovi mercati

Saccani (Consorzio tutela): "C'è volontà di montare polemica"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

NAPOLI – È polemica nel comparto agro alimentare campano, ma non solo, circa la possibilità di far arrivare sui mercati la versione congelata di uno dei suoi prodotti di eccellenza, la mozzarella.

Se da un lato il Consorzio Tutela Mozzarella di Bufala Campana ha provveduto a modificare il disciplinare di produzione dell’oro bianco campano dall’altro Regione Puglia e associazioni come Cia Campania sottolineano la propria contrarietà a modifiche del Disciplinare “tese a inflazionare inutilmente un’offerta senza restituire alcun valore aggiunto al prodotto”.

“Come dimostra la posizione assunta sul Ceta, che per la prima volta vede tutelata la Bufala Dop sul mercato canadese- osserva il numero uno di Cia Campania e vicepresidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani Alessandro Mastrocinque – noi siamo apertissimi alle innovazioni, nel settore agricolo ha preso piede la preoccupante piega di criminalizzare qualsiasi novità e questo è autolesionistico. Detto questo facciamo solo alcune osservazioni di merito sul nuovo disciplinare, e cioè: l’introduzione d nuovi sottoprodotti aumenterà il valore aggiunto della Dop? I produttori sono attualmente strutturati per rispondere a un aumento della domanda? Sono stati fatti adeguati approfondimenti sulle innovazioni relative ai metodi di lavorazione?”.

Per l’assessore all’agricoltura della Puglia, Leonardo Di Gioia c’è “piena soddisfazione per il parere tecnico contrario espresso dagli Uffici regionali in merito alle modifiche al Disciplinare di produzione della mozzarella di bufala campana Dop”.

“La modifica al disciplinare prevede una decisione da parte dell’assemblea del consorzio e questa è avvenuta la scorsa primavera. Eventuali modifiche alle modifiche dovrebbe essere l’assemblea ad approvarle. Questo non è possibile da parte di un singolo membro del Consorzio. Un consiglio regionale che chiede di modificare un parere della Regione è una cosa abbastanza anomala come questione”. Così all’agenzia Dire Pier Maria Saccani, direttore generale del Consorzio Tutela Mozzarella di Bufala Campana.

Il riferimento è all’accoglimento da parte della Commissione Agricoltura del Consiglio Regionale della Campania delle istanze della Cia “La Commissione – ricorda una nota stampa dell’Associazione – di fatto chiede l’azzeramento delle aperture fatte alle richieste del Consorzio limitando la possibilità del condizionamento a temperature negative per il solo prodotto finito, senza alcuna modifica del processo produttivo, e la possibilità di esportazione solo fuori dal territorio dell’Unione europea e senza la dicitura Dop”. Il perché della modifica al disciplinare approvata dal Consorzio è semplice: conquistare nuovi mercati lontanissimi dalle zone di produzione.

“La mozzarella dop campana – spiega ancora Saccani – è l’unica dop europea Europa ad avere una “vita” così breve. È l’unica dop europea freschissima. La mozzarella è un prodotto dove i costi del trasporto eccedono quello d’acquisto. Se un chilo di mozzarella costa 8 euro e per portarla negli Stati Uniti ne costa 12 si capisce quanto sia limitata l’espansione estera”. In aereo la mozzarella viaggia accompagnandosi al suo liquido di conservazione – un litro e 200 per ogni chilogrammo di prodotto – e il costo del trasporto è calcolato, naturalmente su entrambi. Poi ci sono i dazi, le tasse e le dogane, precisa ancora il rappresentante del Consorzio. “Il trasporto frozen costa, invece, intorno ai 45 centesimi al chilo, si capisce la differenza” senza contare poi che ci sono Paesi, come la Corea del Sud e Singapore, che pretendono, per l’importazione, che i prodotti freschi siano congelati. Non c’è una declassificazione del prodotto, rimarca Saccani.

“La modifica prevede che il prodotto venga portato a temperatura negativa appena fatto. Questo evita che il prodotto cambi e per scongelarla basterà metterla a “bagnomaria”. Sono tutte modifiche volte a mantenere gli elementi e gli aspetti qualitativi inalterati. Nessuna declassificazione quindi della mozzarella visto che nei caseifici dop entra ed entrerà solo latte di bufala dop. Questa è una valorizzazione dell’intero comparto. E’ una modifica pensata per far crescere l’intera filiera a partire dalla valorizzazione della materia prima, il latte”.

“È la mancanza di approfondimento e conoscenza – conclude Pier Maria Saccani – che genera timore nelle novità in campo alimentare. La mozzarella di bufala campana doc non è folklore è una realtà economica in continua crescita che dà lavoro a 15mila famiglie. La nostra è una crescita continua, 20 anni fa le bufale erano 90mila oggi, sul territorio, sono 440mila. Da qualche parte il latte si deve pur mettere. La mozzarella quando esce dal congelatore non è mica una robaccia è molto meglio di altre mozzarelle commercializzate come fresche e di cui non possiamo fare i nomi. Sugli scaffali arrivano all’anno circa 260milioni di confezioni di mozzarella, quota in aumento perché diminuisce la pezzatura. Abbiamo insegnato ai consumatori a riconoscere la dicitura e il marchio bufala dop. È questo un aspetto molto delicato”. Infine Saccani si lascia andare ad una rassicurante previsione, sulle tavole dei campani e degli italiani la nuova mozzarella frozen non arriverà mai, troppo abituati a consumarla fresca anzi freschissima.

LEGGI ANCHE La mozzarella di bufala campana Dop è super protetta, solo dal Consorzio 2500 controlli all’anno

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»