Migranti, il cardinal Ravasi difende le Ong e attacca il web

Il cardinal Ravasi torna a parlare di Ong e migranti dopo gli attacchi subiti sul caso Aquarius: "Politica non dimentichi l'umanità"
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ROMA – Il web ha reso “più aggressive” le parole e le loro eco. Per questo è necessaria ormai una “sorta di ecologia linguistica”, un’opera di “purificazione della grammatica comunicativa“. Lo dice il cardinale Gianfranco Ravasi, che oggi a Bologna ha ricevuto la laurea ad honorem in Filologia dalle mani del rettore dell’Alma Mater, Francesco Ubertini.

Nei giorni scorsi, Ravasi è stato oggetto di insulti sui social per aver citato un versetto del Vangelo di Matteo (“Ero straniero e non mi avete accolto“) commentando la decisione del Governo Lega-M5s di chiudere i porti all’arrivo della Aquarius, la nave con a bordo 630 migranti.

“Devo dire che non avrei mai immaginato che ci fosse un’eco così forte, anche contrastata, con una semplice citazione di quattro parole del Vangelo- dice oggi Ravasi, a margine della cerimonia nell’aula magna di Santa Lucia- il che vuol dire, e qui entriamo nell’orizzonte della classicità, che il grande codice della cultura occidentale, come è stata definita la Bibbia, è ancora oggi un elemento incisivo e decisivo nell’interno dell’opinione pubblica“.

Ma i toni usati in particolare dal ministro degli Interni, Matteo Salvini, sul tema dei migranti, rischiano di acuire sentimenti contrari alla solidarietà? “Uno dei problemi fondamentali di tutta la civiltà contemporanea è proprio la necessità di una sorta di ecologia linguistica- risponde in maniera indiretta il presidente del Pontificio consiglio della cultura- la comunicazione informatica purtroppo ha fatto sì che sulle bacheche informatiche l’eco di certe parole diventassero persino aggressive. Questa è la caratteristica di una società che vive nell’infosfera ormai, la quale nasconde tante volte anche i volti e fa sì che l’eco di alcune parole diventino poi alla fine esasperate. In questa luce penso che noi tutti dobbiamo avere una sorta di purificazione della nostra grammatica comunicativa”, sostiene il cardinale.

ONG, POLITICI NON DIMENTICHINO DIGNITA’ UMANA

I politici non dimentichino mai la dignità e i grandi valori umani. E’ il monito del cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della cultura, che commenta così le ultime dichiarazioni del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, sulle Ong.

“I politici devono affrontare situazioni che sono complesse, nelle quali la Chiesa deve semplicemente espletare una funzione- richiama Ravasi, a margine della cerimonia oggi a Bologna per il conferimento della laurea ad honorem- di essere un po’ come una spina nel fianco che ricorda i grandi valori umani, rispetto della dignità delle persone, soprattutto quando sono in difficoltà. Deve ricordare in pratica anche il messaggio evangelico”.

In questo senso, afferma il cardinale, “sono diversi i campi di azione, fermo restando che da un lato la situazione è complessa, ma dall’altro ha anche bisogno sempre di tenere conto di questi valori, che sono come le stelle polari fondamentali della nostra cultura e della nostra civiltà“.

Per un cattolico, avverte ancora Ravasi, “certamente l’accoglienza è una delle componenti fondamentali. E devo dire che la Chiesa italiana compie questo impegno evangelico in maniera profondamente intensa e significativa- loda il cardinale- pensiamo a che cosa significhi quella rete segreta tante volte non particolarmente emergente che è formata delle parrocchie, delle associazioni, del volontariato e delle Caritas”.

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