La norvegese Aurora in concerto all’Auditorium: “A Roma il mio canto senza confini”

La 23enne alla Dire: "La musica fa capire il dolore degli altri"
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ROMA – “La musica apre, fa sentire, anche il tuo dolore, e così ti aiuta a capire quello degli altri”. Aurora Aksnes, 23 anni appena compiuti, cantautrice e produttrice, per milioni di appassionati semplicemente Aurora, è arrivata a Roma poche ore fa. Mercoledì sarà in scena all’Auditorium Parco della musica con i brani dell’album d’esordio ‘All My Demons Greeting Me as a Friend’ e con le nuove tracce di ‘Reverse’. Sarà un ritorno, dopo pochi mesi: all’Auditorium si è già esibita a gennaio.

Nell’intervista con l’agenzia Dire non parla però solo di premi vinti nella sua Norvegia, dell’esclusiva al Roma Summer Fest, di accostamenti con Lana Del Rey o con Bjork o di visualizzazioni record su Youtube. “Paragonano la mia voce a quella di un angelo, forse perché con quelle vibrazioni faccio commuovere e piangere” dice Aurora. “Sento di esprimere la mia anima più profonda; e mi rendo conto che la musica dà allo stesso tempo responsabilità e potere: potere, anzitutto, di aiutare gli altri”.

Non solo hit e premi, dallo Spellemannprisen che l’ha lanciata in poi: c’è un legame tra le note, l’anima e il mondo. “Con la musica imparo a conoscermi, la mia musica mi conosce meglio di me stessa” dice la cantante. Convinta che ci sia “anche altro là fuori”, anzitutto la possibilità di entrare in relazione e oltrepassare le frontiere. “La musica ci avvicina perché esprime ciò che come esseri umani abbiamo in comune, le nostre paure, i nostri desideri e i nostri bisogni”.

CHI E’ AURORA AKSNES

Aurora è nata a Stavanger, tra i fiordi della Norvegia, dove Stato significa servizi, impegno contro esclusione e povertà. E questo modo di vedere le cose la cantante lo porta in giro per il mondo, anche in Italia, senza preoccuparsi più di tanto di passaporti e frontiere. “Si nasce in un posto o in un altro per pura coincidenza” risponde a chi le fa notare che oggi di confini si parla forse ancora più che in passato. “Bisogna essere aperti alle migrazioni, facendo attenzione alla capacità effettiva di accogliere ma sempre pronti a condividere ciò che si ha con gli altri”. Un’apertura, questa, che deve nutrirsi di fiducia negli altri.

“Ero una bambina un po’ strana ma anche molto felice” ricorda Aurora della scuola e delle due sorelle maggiori preoccupate che per quelle mode un po’ bizzarre i compagni potessero prenderla di mira. Gli episodi di bullismo, quelli che ci sono stati, non hanno lasciato il segno e anzi hanno fatto crescere il coraggio. “Alla fine l’amore vince sempre, poco importa quale strada tu scelga, se sei attratto da un uomo o una donna” dice Aurora, citando il video del suo brano ‘Queendom’: “Dobbiamo semplicemente seguire il nostro istinto perché l’amore è l’unica cosa che abbiamo e non dobbiamo imprigionarlo”. Si parla di libertà e di diritti, ricordando un’altra ragazza arrivata a Roma dalla Scandinavia. “Greta Thunberg ha ragione a dire che dobbiamo agire subito, che il Pianeta non è nostro e che lo abbiamo preso in prestito ai nostri figli” dice Aurora. La sua idea è che, anche qui, le note possono fare la differenza: “La maggioranza delle persone non vuole lezioni, ma è pronta a impegnarsi; la musica sa ispirare e, allora, è lo strumento più adatto”.

LA NORVEGESE AURORA: PROSECCO E GELATI, ITALIA CHE AMORE

“Non mi sono dimenticata di quel cono al cioccolato fondente” risponde Aurora Aksnes a chi le chiede cosa le sia mancato dell’Italia. “La prima volta che venni in Italia avevo otto anni” ricorda: “Ero con i miei genitori e le mie sorelle Miranda e Viktoria e provai quel gelato al cioccolato”. Le passeggiate a Roma, “capitale ricca di storia in un Paese pieno di amore” dice, conserveranno però un gusto speciale. “Mangerò tanto, senza dimenticarmi pizza e gnocchi” dice Aurora: “Berrò pure, cominciando con il prosecco, il vino con le bollicine”.

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15 Luglio 2019
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