Minori, comitato ‘Madri unite’ a Montecitorio: “Rivedere la legge 54, stop alla bigenitorialità”

"Di fatto siamo ancora inascoltate dalle Istituzioni nonostante le numerose proteste", spiega all'Agenzia DIRE Laura Massaro, fondatrice del Comitato
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ROMA – Vittime di compagni violenti e di una legge che le accusa di essere madri non adeguate, fin tanto da togliere loro la responsabilità del figlio. Prosegue la protesta del comitato ‘Madri unite contro la violenza istituzionale’, questa mattina davanti Montecitorio. “Di fatto siamo ancora inascoltate dalle Istituzioni nonostante le numerose proteste”, spiega all’Agenzia DIRE Laura Massaro, fondatrice del Comitato.

“Oggi- sottolinea- sono in piazza a nome di tante altre mamme che purtroppo non sono qui perchè temono ritorsioni, a ragione. Cerco di farmi portavoce delle richieste di aiuto che arrivano nel nostro Comitato”. Il fenomeno riguarda la “rivittimizzazione che avviene nei tribunali su madri e minori, con bambini strappati a madri protettive e dati a genitori violenti o condannati, o magari dati a case famiglia da cui usciranno anni dopo”. Il Comitato questa mattina ha illustrato in piazza anche una petizione promossa dall’Associazione Maison Antigone in cui si chiede “non solo agli organismi nazionali, ma anche quelli di internazionali, di cambiare la situazione in atto. Come Comitato chiediamo di mettere mano alla legge 54/2006, se non con l’abrogazione almeno con una modifica radicale che ponga forti limiti all’utilizzo delle CTU all’interno dei procedimenti giudiziari visto che ormai rappresentano una scure sulla vita di donne e bambini. Infine- termina Massaro- di limitare il concetto di bigenitorialità, di fatto poi non applicato quando un minore viene strappato alla madre, tanto che alcuni promotori dell’alienazione parentale parlano di parentectomia, come fossimo tumori da eliminare”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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