VIDEO | Lucia, ufficiale medico nella trincea di Codogno

SPECIALE DONNE IN ARMI | Lucia e l'infermiere militare che è con lei sono in prima linea nella "Rsa di Lodi e Codogno, dove l'unico medico si era ammalato"
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – E’ tornata da pochi mesi da una missione in Afghanistan, Lucia Fallo, ufficiale medico dell’Esercito italiano, quando viene inviata nel lodigiano, per l’emergenza Covid-19 che ha colpito il Paese e quelle zone in modo particolare.

“Il 9 marzo- ha raccontato, intervistata dall’agenzia Dire- sono stata impiegata nell’assistenza medica territoriale, in sostituzione dei medici di base che si erano ammalati, o erano in quarantena o deceduti”. Lucia Fallo si trova a dover visitare e rassicurare pazienti cronici, “nei comuni di Codogno, Somaglia e Caselle Landi, persone che non hanno più continuità assistenziale e devono proseguire le loro terapie”, cittadini spaventati, che hanno paura del contagio.

Lucia e l’infermiere militare che è con lei sono in prima linea anche nella “Rsa di Lodi e Codogno, dove l’unico medico si era ammalato“, come ha spiegato.

Lavorare con i Dpi la rendono “irriconoscibile. Negli occhi di quegli anziani c’era la paura di essere rimasti soli. Con il tempo siamo riusciti a costruire un rapporto di fiducia ed empatia con la voce. Tablet e cellulari nel cellophane erano l’unico mezzo di comunicazione degli anziani con i parenti. In quella di Codogno che ha 56 ospiti- ha raccontato l’ufficiale- con l’infermiere che era con me ho gestito patologie acute e croniche di natura batterica, virale e il Covid-19″.

Negli occhi delle persone accolte e visitate, Lucia ha letto “gratitudine e contentezza, mi sono dedicata- ha detto- e il nostro lavoro era da filtro rispetto ai Pronto soccorso che erano al collasso”.

Questa è la missione di tutti i giorni di questa giovane ufficiale dell’Esercito, che è cresciuta con il desiderio di fare il medico. Missione che ha portato con sé in Kosovo e in Afghanistan e che svolge tutti i giorni nel Sesto Reggimento Genio Pionieri a Roma.

“Il mio è un Reparto operativo di più di 800 persone- ha spiegato- e mi occupo di medicina preventiva, igiene ambientale e sorveglianza con un team di 2 infermieri e 9 operatori logistico-sanitari. Facciamo prelievi ematici, Ecg per l’idoneità annuale dei militari, sia per l’Italia, per operazioni come ‘Strade sicure’, che per le missioni all’estero”.

Il padre di Lucia è un medico ufficiale dell’Arma, anche per questo, forse, non le è mai sembrato strano essere un militare e un medico: “Da piccola- ha confessato con un sorriso- ai tacchi della mamma ho sempre preferito il basco di papà”.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

14 Maggio 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»