Ok ai 42 sottosegretari, M5S-Pd in allarme: fermare Salvini

L'editoriale di Nico Perrone, direttore dell'Agenzia di stampa Dire, per Direoggi | Edizione del 13 settembre
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ROMA – Dopo lo stallo registrato ieri sera, con il M5S che non riusciva ad indicare i nomi dei suoi 21 sottosegretari, la sfuriata del presidente del Consiglio ha sortito effetto. E stamattina il Consiglio dei ministri ha nominato tutti e 42 i sottosegretari: 21 del M5S, 18 del Pd e 2 di Leu.

Intanto dall’opposizione il leader della Lega continua la campagna elettorale contro i ‘poltronisti’ ma oggi è stato costretto a tornare a Canossa, nella sede milanese di Silvio Berlusconi, per un faccia a faccia con il leader di Forza Italia. Alla fine un comunicato ha reso noto che c’è pieno accordo. Si vedrà.

Per quanto riguarda la maggioranza di Governo non può più sbagliare un colpo, pena l’avvitarsi su se stessa e finire in stallo. Dal sondaggio Dire-Tecnè, infatti (visibile su www.dire.it) i favorevoli al Conte 2 sono il 33,5%. Un dato ancora basso ma è lo stesso che aveva a luglio 2019 il Governo Lega-M5S. Con una differenza: allora i pareri negativi al Conte 1 arrivavano al 61%, stavolta i negativi sono il 52%. Significa che c’è la possibilità, se verranno date subito risposte concrete ai problemi del Paese, di crescere tra gli incerti.

LEGGI ANCHE: Sondaggio Dire-Tecnè: la Lega recupera, la fiducia nel governo al 33%

Per quanto riguarda invece le forze politiche, è scattato l’allarme dentro il M5S e Pd. Perché dopo la forte botta registrata dalla Lega per la crisi di Governo, in questa settimana Matteo Salvini è tornato a crescere portando la Lega oltre il 31%. Per questo diventano cruciali le prossime elezioni regionali. A partire da quelle in Umbria che ci saranno a fine ottobre 2019, seguite da quelle in Calabria ed Emilia-Romagna. Sono già partiti i contatti tra Pd e M5S per valutare la possibilità di intese locali.

La vittoria in Umbria per Salvini sarebbe un nuovo toccasana e in quel caso avrebbe la strada spianata per vincere nelle altre. Se, al contrario, l’alleanza tra Pd e M5S riuscirà a strappargli la vittoria, a quel punto per Salvini si aprirebbero problemi dentro la sua Lega.

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13 Settembre 2019
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