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Valente: “Sulla violenza contro le donne luci e ombre, bisogna indagare”

Reale: "Dopo la Pas ora abbiamo l'invenzione della madre simbiotica"

13/05/2022

ROMA – “Sono stata sostenuta dai magistrati e con me ho i migliori. Ci sono luci e ombre del sistema che come Commissione d’inchiesta dobbiamo indagare. Grazie agli uffici giudiziari per la collaborazione sui 1.400 fascicoli esaminati”. Cosi Valeria Valente, presidente della Commissione d’inchiesta sul femminicidio ha aperto questa mattina in sala Koch al Senato, in un’aula gremita di esperti, giornalisti e mamme simbolo, la presentazione della relazione sulla vittimizzazione secondaria ‘Separazioni e genitorialità tra responsabilità e diritti: la violenza negata’, che ha messo in luce le falle dei tribunali civili e di quelli per i minorenni sulla violenza domestica anche e soprattutto in merito all’affidamento dei figli. Presenti, tra gli altri, la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, e il presidente della Corte Costituzionale, Giuliano Amato, che proprio oggi festeggia 84 anni.

REALE: “DOPO LA PAS ORA L’INVENZIONE DELLE ‘MADRI SIMBIOTICHE”

“Le madri non vogliono più denunciare se i tribunali civili non diventano amichevoli. La nostra inchiesta ci dice questo. Dopo la Pas ora abbiamo l’invenzione della madre simbiotica. Grazie alle mamme testimoni, sono donne normali, professioniste, molte insegnanti”, che finiscono nei procedimenti giudiziari per l’affidamento dei figli nelle separazione, dopo aver denunciato violenza, con l’essere accusate “di essere madri indegne”. È Elvira Reale, psicologa e consulente della Commissione d’inchiesta sul Femminicidio al Senato a dare un ritratto generale di queste madri che la giustizia oggi, sconfessata la PAS (sindrome di alienazione parentale), ha preso a definire “simbiotiche”.

Il suo intervento al Senato sulla presentazione della relazione sulla vittimizzazione secondaria, che colpisce donne e bambini, va a toccare sentimenti e dolori delle madri che perdono i loro figli che finiscono in casa famiglia, o dai padri che questi bambini temono. E chi sono questi figli? “Hanno dai 6 ai 10 anni- ha spiegato Reale- ma ci sono anche bambini al di sotto dei 3 anni portati via. E queste mamme sono donne resistenti e speciali”. Ha sottolineato l’esperta che nei decreti di allontanamento “non si hanno mai i criteri con cui le forze dell’ordine devono agire– ha precisato- ma si dice solo che devono essere presenti e non che debbano prenderli per mani e piedi, come abbiamo visto nei video” dei fascicoli analizzati.

“Sono donne– ha ricordato- che si separano per violenza e la stessa scompare alla prima udienza e viene imposto subito l’affido condiviso, il primo errore che apre all’escalation di conflitto. Il bimbo è malato? Non ti credo. Ha la festa? Non ce lo porto”, ha citato Reale come tipici esempi. E sulle ctu che accusano queste mamme di Pas e sinonimi ha concluso: “Non fanno onore all’ordine degli psicologi. Il legittimo principio della bigenitorialità viene assunto senza limiti, e invece limiti ci sono, la violenza sulle donne è un paletto”.

SABBADINI: “IN AUMENTO PERCENTUALE BAMBINI CHE ASSISTE A VIOLENZA

“La forza di questa indagine e’ di essere stata condotta su tribunali ordinari e minorile, e la lettura dei dati e’ stata fatta da magistrati e avvocati. E’ in aumento la percentuale di bambini che assiste alla violenza e le donne non sono credute. In piu’ di un terzo dei casi esaminati sono emerse disfunzionalita’ genitoriali o allegati della violenza. In quasi il 20% dei casi e’ presente la segnalazione di violenza sui bambini e di questi il 15% rifiuta di vedere il violento e la spinta sin dai primi decreti presidenziali e’ da subito verso l’accordo”. Lo ha detto Linda Laura Sabbadini, statistica e consulente della Commissione Femminicidio, nella presentazione della relazione sulla ‘vittimizzazione secondaria’ questa mattina al Senato alla presenza della presidente di Commissione Valeria Valente, della ministra di Giustizia Marta Cartabia e del presidente della Corte costituzionale Giuliano Amato.

VELLETTI: “AFFIDO CONDIVISO PUÒ APRIRE L’INFERNO

“Il provvedimento attendista ed equidistante con l’affido condiviso puo’ aprire l’inferno e il reiterarsi della violenza. Il giudice può sentire il vicino di casa, ad esempio, rivolgersi ai pm e agli uffici penali per farsi dare gli atti e fare l’ascolto diretto del minore. I percorsi li facciano i violenti, che non sono mai buoni padri”. È con queste parole che oggi al Senato la magistrata Monica Velletti, che ha lavorato alla relazione sulla vittimizzazione secondaria della Commissione femminicidio, ha dato una fotografia delle storture del sistema su affidamento dei minori e separazioni dopo la denuncia di violenza.

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