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Vaccino, Bassetti: “Superare centralizzazione, serve un piano B”

MATTEO_BASSETTI
Si dovrebbe lavorare su ciò che esiste già coinvolgendo nelle vaccinazioni, con accordi regionali, oltre agli ospedali e le Rsa, anche le farmacie, i medici di medicina generale, i laboratori privati, usando le caserme e i medici militari e affidando alle Regioni la gestione dell'eventuale personale in più che dovrebbe arrivare
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GENOVA – “Si dovrebbe evitare di centralizzare l’organizzazione delle vaccinazioni con una struttura unica che compra le siringhe e assume i medici, gli infermieri e gli assistenti sanitari. Credo occorra affidarci di più a chi è sul territorio“. Lo scrive in un post su Facebook il responsabile della clinica di Malattie infettive del policlinico San Martino di Genova, Matteo Bassetti. “La struttura unica dovrebbe servire per gestire le forniture, i flussi dei vaccini e dare le linee di indirizzo nazionali- prosegue l’infettivologo- per la parte pratica, si dovrebbe lavorare su ciò che esiste già coinvolgendo nelle vaccinazioni, con accordi regionali, oltre agli ospedali e le Rsa, anche le farmacie, i medici di medicina generale, i laboratori privati, usando le caserme e i medici militari e affidando alle Regioni la gestione dell’eventuale personale in più che dovrebbe arrivare. Potrebbero essere coinvolti anche i medici del lavoro, i medici di bordo, oltre a dentisti e pediatri. In un momento come questo, tutti farebbero la loro parte, se adeguatamente coinvolti”. Bassetti invoca “un piano B per il piano vaccinale italiano. Il piano A sarebbe vaccinare almeno il 65-70% della popolazione con più di 16 anni entro l’autunno, che vorrebbe dire avere a disposizione circa 70-80 milioni di dosi di vaccino (o anche di più) con almeno 250.000 dosi al giorno. Spero che si possa riuscire, ma ho qualche dubbio sulle forniture e sulla nostra potenza di fuoco“. L’alternativa, prosegue il presidente della Società italiana di terapia antinfettiva, “sarebbe mettere in sicurezza, entro l’estate, tutte le persone con più di 70 anni e chi soffre di problemi di salute che li rende particolarmente fragili di fronte a SarsCoV-2. La gente vuole vaccinarsi, sa che è l’unica via di uscita per tornare a una vita normale. Rendiamo facile l’accesso ai vaccini in tutta Italia e avremo vinto“.

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