Cheops inizia la sua caccia

Primo pianeta analizzato dalla missione europea dedicata alla ricerca di tracce di vita in mondi lontani
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Si chiama WASP-189 b, si trova fuori dal nostro Sistema Solare e orbita cuore a cuore con la sua stella madre: è lui il primo pianeta lontano analizzato dalla missione europea Cheops. Wasp 189-b è stato scoperto nel 2018, ma solo grazie ai raffinati strumenti di Cheops, sonda partita alla caccia di mondi alieni lo scorso dicembre, abbiamo scoperto le sue principali caratteristiche: è caldo ed estremo.

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LE CARATTERISTICHE

Questo pianeta, infatti, si trova venti volte più vicino alla sua stella rispetto alla distanza Terra-Sole e completa un’orbita in appena 2,7 giorni. La sua stella oltre ad essere più grande è anche 2200 gradi più calda del nostro Sole. Per questo motivo la temperatura del mondo alieno è estremamente alta e raggiunge i 3200 gradi. A una temperatura simile, per capirci, anche metalli come il ferro si sciolgono e si trasformano in gas, rendendo l’esopianeta chiaramente inabitabile. Per questa volta, insomma, il sogno di trovare tracce di vita al di fuori della Terra è già tramontato.

Per caratterizzare il sistema planetario, CHEOPS ha osservato il transito di WASP-189 b davanti alla sua stella. I transiti possono rivelare molto sulle dimensioni, la forma e le caratteristiche orbitali di un pianeta.

Questo tipo di tecnica ce l’aveva spiegata Fabio Favata, Capo Ufficio Strategia, Pianificazione e Coordinamento dell’Esa, al momento del lancio di Cheops, partito dalla base di Kourou, in Guyana francese.

“È come cercare di vedere, guardando con un binocolo un faro, una farfallina notturna che cerca di passarci vicino. Cheops, quindi, non vedrà il pianeta direttamente, ma vedrà il pianeta quando passerà di fronte alla stella, oscurandone la luce. Potremo così capire molto di più su questi mondi misteriosi e numerosissimi, ma anche così diversi dai pianeti del nostro Sistema Solare”.

“La caratterizzazione del sistema planetario WASP-189 da parte della sonda CHEOPS è stata un’occasione preziosa per mettere in mostra le sue capacità” – ha commentato Mario Salatti, responsabile dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) per la realizzazione del telescopio di CHEOPS – “Il fotometro di bordo ha misurato accuratamente la variazione di luminosità del sistema stella/pianeta durante il transito e a cavallo dell’occultazione (quando il pianeta è passato dietro la stella) permettendo quindi di stimare anche la temperatura superficiale del pianeta”.

L’orbita di WASP-189 b è inclinata e il pianeta sembra essere più grande di quanto si pensasse, quasi 1,6 volte il raggio di Giove. La stella, invece, ha rivelato un aspetto asimmetrico, non perfettamente rotondo, e risulta essere più grande e più fredda all’equatore rispetto ai poli.

LA MISSIONE

La missione CHEOPS nasce dalla collaborazione di scienziati e ingegneri, istituti di ricerca, università e industrie di undici paesi europei guidati dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e dalla Svizzera. L’Italia, anche grazie al supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), ha un ruolo di primaria importanza, sia per il contributo allo strumento sia per l’apporto scientifico. I ricercatori dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) a Catania e a Padova hanno elaborato il progetto ottico del telescopio, e affiancato l’industria selezionata dall’ASI – un raggruppamento temporaneo di imprese formato da Leonado SrL, Thales Italia e MediaLario – per la realizzazione degli specchi, dell’ottica di back-end, e per le operazioni di integrazione, allineamento e test del telescopio, il cui modello di volo è stato consegnato al Consorzio Cheops – capitanato dall’Università di Berna – nel maggio del 2017.

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