NEWS:

Caso ‘Domenica In’, il Pd: “Sergio lasci l’incarico”. Ma per Tajani l’intervento dell’ad Rai “ha riequilibrato la situazione”

La nota dell'ad Roberto Sergio, letta da Mara Venier, ha scatenato una forte polemica che ha oltrepassato i confini televisivi entrando in quelli della politica

Pubblicato:12-02-2024 14:55
Ultimo aggiornamento:13-02-2024 17:41
Autore:

FacebookLinkedIn

di Vittorio Di Mambro e Sausan Khalil

ROMA – Sulla scia del Festival di Sanremo appena concluso, quella di ieri di ‘Domenica In’ potrebbe definirsi una puntata stonata. Sì, perché se da un lato la padrona di casa Mara Venier, ha battuto se stessa superando il record di oltre il 40% di share, dall’altra, quanto avvenuto durante il programma, ha scatenato una forte polemica che ha oltrepassato i confini televisivi entrando in quelli della politica.

LEGGI ANCHE: Domenica In, dopo Ghali e Dargen D’Amico interviene anche Levante

Dopo gli interventi di Ghali e Dargen D’Amico, che già durante la kermesse canora si sono esposti per Gaza e i bambini palestinesi, ad agitare le acque è stata la nota dell’ad della Rai Roberto Sergio, letta da Mara Venier in cui l’amministratore ribadiva il suo pieno appoggio ad Israele e alle vittime del sette ottobre. Un atto poco gradito a molti, che hanno interpretato la nota come una strumentalizzazione del servizio pubblico televisivo e un voler mettere a tacere quanto affermato dagli artisti in gara.

LEGGI ANCHE: Sanremo 2024, Ghali sul palco: “Stop al genocidio”. E all’ambasciatore israeliano dice: “Continua la politica del terrore”

LEGGI ANCHE: L’appello di Dargen D’Amico sul palco di Sanremo: “Cessate il fuoco”

FLORIDIA: LIBERTÀ ESPRESSIONE ARTISTI VA TUTELATA SEMPRE

“Il Festival di Sanremo è la massima espressione della canzone italiana e ciascun artista deve essere e sentirsi sempre pienamente libero di esprimere le proprie opinioni, nel rispetto di tutti. Così ha fatto Ghali, così hanno fatto altri artisti sui temi più diversi e attraverso le proprie canzoni. Amadeus e la Rai hanno garantito questa libertà e gliene va dato atto. Nessuna pressione esterna può limitare la libera espressione delle opinioni di ciascuno, tanto più sul servizio pubblico. La Rai ha sempre seguito e dato ampio spazio alla tragedia del 7 ottobre e ha sempre ricordato gli ostaggi israeliani nei suoi spazi informativi e di approfondimento e bene ha fatto l’amministratore delegato della Rai a esprimere solidarietà nei confronti di Israele, ma il suo ruolo a differenza di quello di un artista gli avrebbe imposto di esprimersi allo stesso modo anche nei confronti delle vittime civili palestinesi della guerra a Gaza. E questo non è avvenuto. Chi riveste un ruolo istituzionale ha il dovere dell’equilibrio, mentre il suo intervento è sembrato avere l’intenzione di stigmatizzare la libera espressione delle opinioni di alcuni artisti. È chiaro che questo non è lo spirito del Servizio Pubblico, e che l’azienda non può prestare il fianco in questo modo ad una simile polemica su un tema tanto serio e delicato”. Così la presidente della commissione di vigilanza Rai Barbara Floridia.

PD: TELEMELONI OLTRE OGNI LIMITE, SERGIO LASCI INCARICO

“Ieri TeleMeloni ha colpito ancora. È andato in scena, in diretta nazionale e nel palco più famoso d’Italia, forse uno dei momenti più bassi della Rai: l’ambasciatore israeliano che accusa Ghali di incitamento all’odio per aver detto ‘Stop al genocidio’, Mara Venier che zittisce Dargen mentre parla di persone migranti, che redarguisce i giornalisti con un ‘mi mettete in difficoltà’ riferito alle domande fatte ai due cantanti, ed infine la vergogna vera. La presentatrice che legge un comunicato del Direttore della Rai in cui si solidarizza unicamente con Israele, dimenticandosi delle decine di migliaia di uomini, donne e bambini uccisi dalle bombe israeliane, dalla fame, dalla sete e per le mancate cure, si sono dimenticati di tutti quei civili che sono sistematicamente massacrati a Gaza. La Rai è ormai diventata il megafono del Governo di Giorgia Meloni e i suoi vertici sono inevitabilmente schierati con esso. Dopo la vergogna di ieri il Direttore Sergio dovrebbe dimettersi, perché un servizio pubblico che rinnega la verità, la libertà di informazione e, soprattutto, la pace, non lo si può più definire tale”. Lo dichiara il deputato Dem e segretario Pd della Toscana Emiliano Fossi.

AVS: ATTENDIAMO DA SERGIO SOLIDARIETÀ A VITTIME PALESTINESI

“Sarebbe opportuno a questo punto che l’amministratore delegato della Rai, Roberto Sergio, estendesse il comunicato di solidarietà anche al popolo palestinese che dopo il terribile attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre scorso, ha subito in questi mesi l’inaccettabile perdita di 28mila civili innocenti, gran parte di essi bambini e donne, a causa delle bombe dell’esercito israeliano. La vita di ogni civile e di ogni bambino e bambina palestinese è preziosa e la loro morte non merita il silenzio. Sollecitiamo anche Mara Venier a unirsi a questo appello, poiché la vita umana va onorata senza distinzioni, senza morti di serie A o di serie B e ‘Domenica In’ è trasmissione di tutti gli italiani”. Lo affermano il co-portavoce nazionale di Europa Verde e il segretario di Sinistra Italiana, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, deputati di Alleanza Verdi Sinistra. “La risposta dell’AD della Rai in seguito alle parole dal palco dell’Ariston di Ghali, che non ha affatto alimentato odio contrariamente a quanto sostiene l’ambasciatore israeliano in Italia, – proseguono i leader di Avs – dimentica una tragedia immane che sta travolgendo la vita di una popolazione che ha subito finora 28 mila vittime con 1,6milioni di persone sfollate dalle proprie abitazioni. Il servizio pubblico radiotelevisivo – concludono Bonelli e Fratoianni – ha la responsabilità di promuovere un messaggio di pace e solidarietà e non può dimenticare il disastro umanitario in corso che ha ben chiare responsabilità”.

TAJANI: INTERVENTO SERGIO HA RIEQULIBRATO SITUAZIONE

“Il messaggio deve essere sempre equidistante. È mancato nella prima giornata un messaggio a favore degli ostaggi. Ieri pomeriggio c’è stato un intervento di Mara Venier che ha letto una dichiarazione di Sergio che riequilibrato la situazione. Il primo giorno sembrava una scelta soltanto a favore di una parte, la seconda ha riportato equilibrio in una posizione che pendeva da una parte. È giusto dire basta morti civili palestinesi, ma allo stesso tempo è giusto ricordare le vittime innocenti del 7 ottobre“. Lo ha detto il leader di Fi, vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani a margine di una conferenza stampa alla Camera.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it