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Neofascisti e no Green Pass, un corteggiamento lungo un anno

io apro
Castellino e Forza Nuova, Marsella e Casapound...passeggiata sulla Capitale
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ROMA – È un anno che Giuliano Castellino, leader romano di Forza Nuova arrestato sabato sera, prova a prendersi la piazza no vax. Le ha girate tutte, o quasi. Dai complottisti trumpiani ai no mask, fino ai ristoratori. Alla fine c’è riuscito. ‘Quando la canaglia impera, la patria degli eroi è la galera. Scappare è da conigli e noi siamo leoni’, diceva poco più di un mese fa mentre siglava un patto con alcuni altri comitati in diretta Facebook. Era il 7 settembre, in un bar romano Castellino stringe le mani di altri oppositori del green pass. Tra gli altri ci sono Pamela Testa, la donna arrestata dopo l’assalto alla Cgil, c’è nonna Maura (responsabile regionale per la Liguria della comunità ‘Salviamo i bambini dalla dittatura sanitaria’). ‘Siamo quattro, cinque, sei, sette milioni di italiani che decidono di rimanere uomini liberi’, giurava Castellino. Lo chiamano ‘fronte di liberazione e resistenza’. Il 5 settembre del 2020 quando ancora la seconda ondata non aveva alterato i piani del governo, Castellino guidò una manciata di neofascisti in piazza della Bocca della verità. In un caldo pomeriggio romano Forza Nuova si aggregò a circa duemila persone, la prima partecipata manifestazione ‘no mask’. Di lì a poche settimane, nel Lazio come in altre regioni, sarebbe diventato obbligatorio indossare la mascherina all’aperto. Quel giorno in piazza c’era di tutto: sull’onda del successo di alcune manifestazioni analoghe in Europa (le immagini di Berlino avevano fatto il giro del mondo), il ‘Popolo delle mamme’ aveva radunato micro comitati di diverse fatture.

Castellino fu invitato a parlare dal palco, ma nel presentarlo venne omesso ogni riferimento a Forza Nuova. ‘Ora tocca a una persona che rappresenta una parte di questa piazza, è qua per partecipare come papà- disse l’organizzatore- non c’è bisogno che ve lo presenti. Qualcuno pensava che Giuliano si nascondesse, no, non si nasconde. Una parte dei presenti sono persone vicine a lui’. E così Castellino, tra complottisti e negazionisti, conquistò la piazza, in incognito, riscuotendo applausi e ovazioni: ‘Sono in piazza perché sono il padre di tre figli, io ho avuto le palle di farli tre figli. Sono un lavoratore e campo con 1.500 euro al mese. Non nominerò il nome della mia gente, giornalai non ve lo do questo vantaggio. La mia gente si è innamorata di questa piazza- disse- perché è anti-ideologica, plurale, situazionista, interventista e non ha paura della differenze, è pronta a combattere e lottare contro i nemici del popolo che si chiamano Soros e Bill Gates, Obama e Clinton. Gli amici dei popoli liberi si chiamano Trump e Putin’. Un successo, acclamato dalla piazza: Giuliano il papà, il lavoratore. I neofascisti allora ci prendono gusto. Capiscono che la piazza è permeabile. Armati di bandiere e fumogeni, coperti da passamontagna, sanno che ci vuole poco a prendersi la scena. Rieccoli in piazza del Popolo, il 27 ottobre. Stavolta a manifestare sono commercianti e categorie colpite dalle nuove chiusure. Quelli di Forza Nuova sono un centinaio o poco più, stavolta c’è anche il leader nazionale Roberto Fiore. Insultano i giornalisti, l’allora capo del governo Giuseppe Conte. Fanno esplodere bombe carta, provocano la polizia che alla fine parte con gli idranti. I neofascisti vengono messi in fuga. Per qualche ora faranno i vandali tra i quartieri Flaminio e Prati.

A gennaio di quest’anno le proteste salgono di livello. I ristoratori si organizzano. Nasce il movimento #IoApro, opera del 31enne Umberto Carriera, proprietario di sei ristoranti a Pesaro. Matteo Salvini, sui social, gli dà voce. Oltre a lui tra i leader del movimento spicca Momi El Hawi, titolare di cinque ristoranti: tre in Italia e due in Egitto. La piazza si gonfia, trova spazio. E fa sempre più gola all’estrema destra. Stavolta ci prova CasaPound. Il 6 aprile, davanti a Montecitorio, a manifestare con quelli di #IoApro ci sono anche i neofascisti di via Napoleone III. Dal palco parla Luca Marsella, consigliere municipale a Roma e militante di CasaPound. La situazione però degenera e i manifestanti si scontrano con la polizia. Le forze dell’ordine faticano a gestire la situazione, tanto che nei giorni successivi la piazza verrà rinforzata con delle transenne che ancora oggi sono lì. Non passa nemmeno una settimana che si replica. È il 12 aprile, piazza San Silvestro. La folla si è ingrossata. In piazza c’è CasaPound. ‘Erano in piazza a nostra insaputa- si giustificano i ristoratori- dovevano essere isolati dalla polizia, ci siamo dissociati immediatamente’. Ma le immagini mostrano altro: a trattare con le forze dell’ordine c’è anche Luca Marsella. CasaPound è protagonista degli scontri con la polizia: sotto la pioggia la guerriglia dura per qualche ora nel centro di Roma. Il giorno dopo corteo al Circo Massimo, stavolta pacifico.

CasaPound, però, prova a cavalcare l’onda. Il 15 aprile dà appuntamento davanti alla Camera per dare la sua versione dei fatti sugli scontri piazza San Silvestro. Le forze dell’ordine blindano la zona intorno a Montecitorio, si temono nuovi scontri. A metà mattina, però, arriva solo Marsella con un pugno di neofascisti di via Napoleone III. Si ritrova a parlare da solo, in una piazza deserta, un colpo d’occhio che cozza con le strade affollate dei giorni precedenti. ‘La nostra presenza era concordata con quelli di #IoApro- spiega- continueremo a essere al fianco dei lavoratori’. Ma non è così. CasaPound si defilerà. Arriviamo così a fine luglio. Martedì 27. A piazza del Popolo tornano i ristoratori di #IoApro e torna Giuliano Castellino. I neofascisti prendono la fontana al centro della piazza e accendono i fumogeni. Poi, via agli insulti: contro Draghi, contro Speranza, contro i giornalisti. Il clima si scalda, la polizia deve allontanare Castellino che si scaglia contro i cronisti. Gli organizzatori però non si dissociano, non li allontano, Tra i manifestanti spunta qualche svastica, le stelle di David diventano simbologia della protesta. Castellino guida i suoi dalla fontana al palco. Una marcia che, di fatto, unisce le due proteste: quella dei fascisti e quella dei ristoranti, che hanno montato un palco e dei banchetti dove distribuiscono berretti e magliette griffate. È il primo contatto, pubblico, tra Forza Nuova e #IoApro.

Castellino viene invitato a parlare. ‘Questa piazza è meravigliosa- dice- Non c’è la destra o la sinistra, non ci sono i fascisti o gli antifascisti, c’è chi ama la libertà. Il regime, il sistema, questa tirannia sanitaria ha semplificato la scelta: o si sta con il Green pass o contro il Green pass. Siamo uomini e donne liberi. Siamo quel popolo che ha deciso di alzare la testa. Non faremo come in Cina, dove le minoranze vengono rinchiuse nei lager. Noi non ci faremo prendere. Saremo ancora in piazza sabato e venerdì. Ci sarà questo popolo che per dire no al Green pass si farà licenziare. Salvini, Letta, Meloni sono tutti figli della stessa tirannia sanitaria. Ve lo dico come un ardito sulla linea del Piave con il coltello tra i denti: non ci faremo vincere da questa tirannia sanitaria’. Quel giorno però fallisce il tentativo di far esplodere la rabbia: per qualche ora i manifestanti vagano per la città in cerca di un obiettivo, di arrivare a palazzo Chigi. Non ci riescono, alla fine la polizia li blocca a piazza di Spagna e li disperde. Il 7 settembre il patto di ‘Resistenza’ in diretta Facebook. Intanto le proteste contro il green pass continuano un po’ in tutta Italia. Alcune sono partecipate, altre sono un flop. Forza Nuova si spende soprattutto a Roma. L’11 settembre c’è una nuova manifestazione a piazza del Popolo. La data è cerchiata in rosso sul calendario del Viminale. ‘I toni salgono, c’è il rischio di lupi solitari e estremismi nelle manifestazioni’, si spinge a dire la ministra Luciana Lamorgese. Cosa succederà? Su YouTube c’è un video, ‘Spettaculare entrata di Forza Nuova a manifestazione in Roma 11 settembre 2021’. Il rallenty, le luci, il contrasto, i costumi: potrebbe sembrare una parodia, ma non lo è. I neofascisti si celebrano così, con un filtro da influencer, mentre in poche decine entrano in piazza del Popolo cantando l’inno d’Italia. Peccato che a manifestare non ci sia nessun altro

Passano due settimane e in migliaia, il 25 settembre, si affollano a San Giovanni per protestare contro la perdurante ‘dittatura sanitaria’. È il palco da dove parla la vicequestore Nunzia Schilirò. Castellino e i suoi sono tra i manifestanti. Provano a sobillare la piazza, vogliono far partire un corteo, vogliono riversare la rabbia e la frustrazione di tanti nelle strade di Roma. Il tentativo fallisce, dal palco assicurano che ‘non ci sarà nessuno corteo alla fine della manifestazione’. Castellino però non molla. L’occasione è in piazza del Popolo, sabato 9 ottobre. In migliaia aderiscono alla mobilitazione di #IoApro. Anche stavolta il leader fascista è sul palco, da dove dirige il coro ‘giornalista terrorista’. E attacca: ‘Gli mettiamo paura perché non sono riusciti a dividerci. Oggi ci prendiamo Roma’, grida. Il resto è nei video, dei cronisti e degli assalitori: le braccia tese, la marcia dei fascisti Giuliano Castellino e Roberto Fiore verso la sede della Cgil. Con loro i leader del movimento #IoApro. Stavolta insieme, consapevolmente. 

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