VIDEO | Tradire on line costa: ecco come cambiano i criteri per l’assegno di mantenimento

Intervista a Maria Luisa Missiaggia, avvocato esperta di diritto di famiglia
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ROMA – Separazione, divorzio, tradimento e figli. “Temi di cui si parla molto, ma spesso male”, ha detto subito l’avvocato Maria Luisa Missiaggia, esperta in diritto di famiglia che, intervistata dall’agenzia Dire, ha fornito un vero e proprio vademecum legale e un “protocollo” di comportamento per tutte quelle persone che arrivano nel suo studio “spesso molto concentrate sul coniuge da cui si separano e poco su quello che vogliono chiedere”.

L’ASSEGNO DI MANTENIMENTO E IL CRITERIO DEL ‘TENORE DI VITA’

“La separazione è la fase preliminare per il divorzio e può essere consensuale o giudiziale. Nel primo caso- ha spiegato l’avvocato- si procede con un accordo tra le parti che consente di arrivare a quello che è conosciuto come divorzio breve dopo soli 6 mesi. La separazione consensuale si può fare anche solo con gli avvocati in 10 giorni”. È questo il momento dell’accordo in cui si “deve fissare il mantenimento e la frequentazione dei figli“. Dal mantenimento è sparito il criterio del tenore di vita. Ma Maria Luisa Missiaggia ha chiarito che “questo non riguarda mai i figli per i quali rimane sempre” e anche per il coniuge “ci sono comunque altri criteri”.

I CRITERI DELL’ASSEGNO DI MANTENIMENTO

Quali? “Se tra i due coniugi c’è differenza di salario- ha spiegato- non si calcola il tenore di vita come prima, però si tiene conto di altri requisiti: quanto la donna (o anche l’uomo) abbia influito nella relazione familiare, nella cura dei figli consentendo all’altro coniuge il maggiore guadagno, ovvero cosa è stato deciso tra i due come accordo iniziale” per gestire la famiglia, la carriera di uno dei due e la crescita dei figli. “In quel caso- ha dichiarato Missiaggia- il coniuge che guadagna meno potrà avere un’integrazione dell’assegno di mantenimento. Ricordiamo peraltro che il tenore di vita vigeva solo nella separazione non nel divorzio e che l’assegno divorzile veniva concesso se c’era già stato il mantenimento, altrimenti era difficile ottenerlo”.

IL TRADIMENTO VIENE PENALIZZATO, ANCHE SE ONLINE

Tradire costa. “Il tradimento- ha dichiarato l’avvocato Missiaggia- viene penalizzato e c’è la possibilità di chiedere risarcimento, sia per quello fisico che online. Si può infatti ottenere l’addebito anche per solo per aver scritto chat amorose senza il consenso del partner. Non c’è addebito però, se la relazione extraconiugale non è stata la causa esclusiva della separazione“.

ACCORDI DI SEPARAZIONE. “SEPARARSI CON AMORE SI PUÒ”

‘Separarsi con amore si può‘ è il libro in cui l’avvocato Maria Luisa Missiaggia ha indicato un “vero e proprio metodo per separarsi”. “Per separarsi con un accordo- ha detto- bisogna prendere atto della situazione, capire che non è percorribile la rincorsa di chi non ci vuole più o non ci parla. Soprattutto non attendere la mossa dell’altro, ma fissarsi degli obiettivi come gli sportivi. Separazione e divorzio non sono una sconfitta, ma significano anche ricominciare in modo migliore”. Questo metodo sarebbe reso più agevole dagli accordi pre-matrimoniali, soprattutto in caso di grandi patrimoni, “ma in Italia non si possono ancora fare accordi di questo tipo”.

“MAI MEDIAZIONE IN CASI DI VIOLENZA”

Partiamo dal presupposto che “le separazioni conflittuali procurano sui figli danni spesso irrimediabili e sono la manifestazione di un egoismo immenso. I tribunali sanzionano pesantemente i coniugi che sono in perenne conflitto. Nemmeno una sentenza di separazione giudiziale, che spesso arriva dopo anni, può dare una soddisfazione. I figli vengono magari esposti ad una consulenza tecnica d’ufficio e i risultati che emergono sono spesso inattesi. Consiglio di sedersi con consulenti, anche con mediatori familiari che a differenza di quanto si crede, non rallentano la giustizia. Ma questo non può avvenire mai in caso di violenza. Alle donne che sono con soggetti violenti- ha sottolineato l’avvocato- dico: fermatevi prima, iniziate con un allontanamento emotivo e spirituale da quell’uomo che è aggressivo. Sono molte le donne che proteggono questi uomini. In questi casi- ha ribadito Missiaggia- sono molto dura e dico di non aspettare. Non avviso nemmeno le controparti, deposito il ricorso e in questo modo non do a quell’uomo la possibilità di fare peggio”.

Studiodonne onlus, associazione di cui Maria Luisa Missiaggia è fondatrice e presidente, offre gruppi di sostegno sia per le donne abusate che per gli uomini abusanti con un progetto specifico che si chiama ‘Perteuomo: “spesso le donne tendono a sminuire la gravità della violenza” ha sottolineato l’avvocato che di donne che vivono in situazioni di violenza, anche se non da subito fisica, ne ha seguite molte nel suo lavoro di legale. A queste donne che tendono “a ridurre la violenza, prima dell’atto finale, domando: ‘Perché bisogna vivere con un uomo che vi insulta?'”.





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