L’asilo nido? A San Lazzaro (Bologna) ora sono gratis. Prima volta in Italia

La misura doveva entrare in vigore dal 2020 ma il sindaco Isabella Conti ha deciso di anticipare: alcune mamme lo hanno scoperto a scuola in questi primi giorni di inserimento
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BOLOGNA – Anche le stesse famiglie sono colte di sorpresa. A San Lazzaro, Comune alle porte di Bologna, da quest’anno l’asilo nido non si paga più. È gratis, per tutti, a prescindere dal reddito. Il primo Comune in Italia. Una misura che doveva entrare in vigore dal 2020 ma che il sindaco Isabella Conti ha deciso di anticipare, anche grazie ai 18 milioni di euro stanziati in estate dalla Regione Emilia-Romagna proprio per abbassare (o azzerare) le rette dei nidi. Alcune mamme lo imparano in diretta questa mattina, mentre fanno l’inserimento dei loro bimbi, pochi minuti prima della conferenza stampa indetta da Conti insieme alla vicesindaco Benedetta Simon e al governatore Stefano Bonaccini, al nido Fornace-Di Vittorio. “Davvero? Non si paga più? Che bella notizia…”.


Ogni anno San Lazzaro spende per i nidi 2,5 milioni di euro, spiega Conti. Poco meno di 480.000 euro tornano nelle casse del Comune con le rette. Grazie però a un’opera di risparmio condotta in questi anni (ad esempio sull’efficienza energetica) e di lotta all’evasione fiscale (recuperati quattro milioni di euro), a cui ora si aggiunge il contributo di 160.000 euro dalla Regione, la Giunta Conti ha messo così insieme le risorse per coprire anche il costo delle rette e così azzerarle per tutti (resterà da pagare solo la refezione). “Non è una misura spot di buon senso- assicura il sindaco- ma è frutto di uno studio sulla composizione sociale, che ha un effetto a cascata non solo sulla genitorialità ma anche sui bambini nel loro percorso scolastico successivo e sulle giovani donne”.


Già previsto anche il possibile aumento della domanda: il Comune sta infatti trattando l’acquisto di un edificio per realizzare un nuovo asilo. Conti però non si vuole fermare qui. Allo studio ha infatti anche la realizzazione, nell’arco dei prossimi due o tre anni, del primo nido condominiale. L’idea è legata a un altro progetto di welfare, quello degli alloggi cittadini. Il Comune di San Lazzaro sta infatti portando a termine la realizzazione di una serie di appartamenti, di proprietà pubblica ma non in edilizia popolare, da assegnare ad alcune fasce di popolazione ben definita, ad esempio giovani coppie, “con affitti che non supereranno i 250 euro al mese– spiega Conti- stiamo stilando il regolamento, i primi 10 alloggi dovrebbero essere consegnati entro fine anno”.

Al progetto sono interessati a partecipare anche alcuni soggetti privati, in convenzione col Comune e l’idea, afferma il sindaco, sarebbe realizzare all’interno di questi edifici, nell’ambito di progetti di rigenerazione urbana, anche il nido condominiale. “Nel giro di un paio d’anni ci arriviamo”, assicura Conti. Tornando alle rette, Bonaccini parla di una “decisione clamorosa, da applaudire”, e sottolinea come San Lazzaro sia apripista rispetto anche alla proposta del premier Giuseppe Conte di azzerare le rette dei nidi a livello nazionale.

“Fa piacere- sottolinea Bonaccini- perché non abbiamo mai inteso quel servizio come un parcheggio per i bambini, ma come prima agenzia educativa. Io sono tra quelli che pensa che anche i servizi 0-3 anni dovrebbero diventare scuola dell’obbligo”. Quella di San Lazzaro è dunque “una scelta di grande coraggio- insiste il presidente- ci auguriamo che se il Governo assume la decisione che il premier ha indicato, quindi non ho dubbi che la manterrà, darà una risposta importante a sostegno delle famiglie”. Oltre ai costi delle rette, però, “c’è anche un tema di estendere la disponibilità dei posti- sottolinea Bonaccini- buona parte del Paese non ha i numeri che ha l’Emilia-Romagna. Un piano nazionale sui nidi sarebbe utile anche per realizzare nuovi posti”.

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