Petrolio, raccolte 10mila firme per fermare le estrazioni in Basilicata

"Anche durante il lockdown le immagini del territorio sono state sempre le stesse: fiammate dai centri oli e morie di pesci" denuncia l'associazione antinucleare "Scanziamo le scorie"
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POTENZA – Sono oltre 10 mila le firme raccolte dall’associazione antinucleare “Scanziamo le scorie” attraverso la piattaforma Change.org per chiedere alle istituzioni di intraprendere una moratoria di chiusura delle attivita’ estrattive sul territorio della Basilicata e adottare una strategia di uscita dalle fonti fossili. Lo rende noto la stessa associazione che denuncia come in Basilicata anche durante il lockdown le immagini del territorio siano state sempre le stesse: fiammate dai centri oli e morie di pesci. “Il tutto – afferma l’associazione – senza alcun riscontro da parte delle istituzioni e degli organi di controllo. L’osservatorio e le attivita’ di monitoraggio che devono garantire la trasparenza su queste attivita’ al momento non sono ancora funzionali”. Scanziamo le scorie, ritenendo che l’economia del petrolio non possa garantire nessuna certezza sulle royalties per il futuro, in una nota stampa chiede che le istituzioni aumentino i controlli sulle attivita’ estrattive e coinvolgano i cittadini, le associazioni e le imprese per individuare una strategia di uscita del petrolio dalla Basilicata.

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