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VIDEO | Con Totò Poetry Culture la poesia diventa plasma elettronico

Totò Poetry Culture. da sx, Lello Tramma e Gianni Valentino © Imma Di Lillo-min
Gianni Valentino e Lello Tramma firmano il progetto artistico dedicato al De Curtis poeta
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NAPOLI –  Ci vuole un pizzico di sana follia per poter donare agli altri qualcosa di magico e di inaspettato. Qualcosa in grado di scioccare e affascinare allo stesso tempo. Ci vuole un pizzico di follia per toccare chi è intoccabile, inimitabile e senza tempo. Gianni Valentino, poeta-performer, e Lello Tramma, musicista e producer, quel pizzico di follia lo hanno messo in Totò Poetry Culture, progetto artistico-culturale che ha rielaborato, senza mai alterarle, le poesie di Antonio de Curtis, in arte Totò, in “un’alchimia magica fino a diventare un plasma elettronico che abbraccia edm, dub, funk, house, electro, ambient”. A spiegarlo alla Dire sono gli stessi artisti protagonisti e creatori dell’operazione Totò Poetry Culture.

“Totò è stata una benedizione – ammette Valentino – spesso dico anche un miracolo perché dopo il secondo lockdown ero finito nelle tenebre. Non avevo spunti, vitalità, non avevo sensazioni creative. Poi, un giorno di inizio marzo, appena sveglio, ho avuto una visione: amo le liriche di Totò ed è il 70mo compleanno di Malafemmena. Mi sono chiesto come possono, oggi, suonare quelle liriche, quelle parole. In tre minuti, giuro, ho pensato alle mie sensazioni emotive e con chi aveva senso provare a sviluppare il progetto: i versi di Totò in musica elettronica. Ho chiamato Lello. Mi ha risposto: ‘atomico’”.

Una folgorazione salvifica che si è sviluppata e concretizzata nella scelta di dieci poesie del principe, sulle 64 liriche scritte, a cui si somma una composizione dello stesso Valentino dal titolo “Mizuzzina”, chiaro omaggio a Diana Bandini Rogliani. Mizuzzina, infatti, è il vezzeggiativo che l’indimenticato attore napoletano attribuì all’unica donna che abbia veramente amato e ispiratrice di Malafemmena. Scegliere nell’ampio bacino delle liriche del principe non è stato però facile. “L’archivo poetico di Totò – ancora Valentino – è enorme. L’itinerario nella scelta dei testi ha avuto un arcobaleno molto largo. Ho cercato di riassumere poesie dedicate alle femmine, all’amore, alla famiglia, allo stato sociale della città. Versi che parlassero della stessa Napoli tanto amata quanto odiata. O ancora sulla solitudine, sul mestiere di artista, dell’essere comico, clown, poeta, tenendo su un binario la fragilità e chiaramente l’impeto di stare sul palco e di confrontarsi, da maschera, con un pubblico. Da un lato ci sono le ferite, dall’altro le gioie”.

Per Tramma, invece, almeno musicalmente, si è trattato di “un approccio semplice e allo stesso tempo impegnativo. Oggi chi prova a leggere i versi di Totò può trovare sempre qualcosa di attuale. Quando ho incominciato a pensare alle musiche – ammette – ho subito pensato alla sintesi, a qualcosa che avesse un bit, che avesse dei suoni sì moderni ma che allo stesso tempo richiamasse al passato. Un passato, però, senza nostalgia perché Totò è stato e sarà sempre un grande comunicatore”. Ecco così che ad accompagnare la voce recitante di Valentino sono entrate in gioco le più moderne app dedicate alla musica, i sintonizzatori ma anche gli archi, le chitarre, i fiati. Un mix in grado di accompagnare i versi senza mai sovrastarli perché, spiega Valentino, “queste poesie hanno già nel loro corpo, nella loro carne, una melodia, un groove”.

Totò Poetry Culture è più di un progetto musicale, è un modo per ridare nuova forma e vitalità ad un pezzo della cultura del nostro Paese. È qualcosa in grado di arrivare ai più giovani, a coloro che conoscono il “principe della risata” solo dai film, dai modi di dire, dalle macchiette esilaranti. Tramma, infatti, spera di poter portare l’esperienza del duo ben oltre i teatri. Arrivare “ai festival di musica elettronica, ai lidi sulle spiagge, perché ci sono delle tracce dove si parte con dolcezza per poi arrivare a una techno bit molto spinta”.

Aspettando il concretizzarsi di un vero e proprio tour Totò Poetry Culture debutterà il prossimo 12 dicembre nella settecentesca Basilica di Santa Maria Maggiore di Atena Lucana (Salerno) e per chi non potrà esserci c’è già disponibile il primo vinile del duo: un 45 giri con “Malafemmena” e “Mizuzzina”. Un disco alla vecchia maniera che è anche un pezzo da collezione, solo 100 le copie disponibili, “dedicato – conclude Valentino – a chi crede in una creatività a prescindere dal business. È un progetto da preservare, da custodire, perché l’esperimento crediamo possa essere futuribile, conservato, difeso e la memoria di Totò protratta nel tempo”. Già disponibili su YouTube il mashup “Core analfabeta/Ammore perduto”, “Che me manca”, “‘A cchiù sincera”, “Voglio bene ê femmene” e “‘A ‘nnammurata mia”.

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