Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

UN climate-change report calls Brazil to protect Amazon Rainforest

amazzonia-min
For the first time, the IPCC is categorical in pointing out the "responsibilities of human kind in the climate change that we are currently experiencing"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

by Bianca Oliveira

SAO PAULO – The AR6- Sixth Assessment Report of the IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), released yesterday, is the most reliable study and it shows clearly what will happen in the future if countries don’t take immediate actions. For the first time, the IPCC is categorical in pointing out the “responsibilities of human kind in the climate change that we are currently experiencing”.

A summary of the IPCC report, divided by different regions of the world, raises a warning about the consequences for Brazil and other South American countries. The text foresees increased temperatures at rates higher than the global average, more rainfall in southern and southeastern Brazil, drier in the Northeast and increased agricultural and ecological drought.

For the southern region of Brazil, São Paulo and Rio de Janeiro, the perspective is of “changes in average precipitation”, with increased rainfall”. However, researchers are “highly confident” that there will be an increase in drier days and drought frequency in the North. In the Northeast, there is “high confidence” in the growth of drought duration.

For the Southern region of Brazil, São Paulo and Rio de Janeiro, the prospect is of “changes in average rainfall”, with increased rainfall. However, the researchers have “high confidence” that there will be an increase in drier days and the frequency of drought in the North and the increase in drought duration in the Northeast.

Record cold that striked Brazil in recent weeks, which even registered negative temperatures and snow in the states of Rio Grande do Sul and Santa Catarina, and the drought that threatened the electricity supply network, are symptoms of future environmental problems.

However, the Ministry of the Environment reacted to the AR6 and, in a statement, informed that “The Brazilian commitment is a percentage of greenhouse emission reduction compared with 2005  and, as it is a long-term target, it has not been and should not be changed at every methodological revision. It is one of the most ambitious among developing countries, as it encompasses the economy as a whole and includes intermediate goals”.

The report puts pressure on heads of state who will meet from 31 October in Glasgow, Scotland, for COP26. President Jair Bolsonaro will not be spared, since the IPCC results show that the drastic reduction of deforestation in the Amazon rainforest would play a key role for climate stabilization in the coming years.

RAPPORTO ONU: BRASILE GIOCA UN RUOLO SE DIFENDE L’AMAZZONIA

di Bianca Oliveira

SAN PAOLO DEL BRASILE – Il sesto rapporto di valutazione del Pannello intergovernativo sui cambiamenti climatici, l’Ipcc, è per la prima volta categorico nell’affermare “la responsabilità dell’umanità nei cambiamenti climatici che viviamo in questa fase storica”. Il rapporto, pubblicato ieri, è ritenuto dagli specialisti il documento più chiaro e credibile nel definire ciò che può accadere al clima della terra se i Paesi del mondo decidono di non agire.

Una sintesi del rapporto dell’Ipcc divisa in base alle diverse regioni del mondo mette in evidenza l’allarme specifico sulle conseguenze dei cambiamenti climatici per il Brasile e i Paesi dell’America Latina. Il testo prevede un aumento delle temperature medie maggiore che nel resto del mondo, l’aumento delle precipitazioni del Sud e nel Sud-Est del Brasile, più siccità nel Nord-Est e in generale un incremento della siccità agricola ed ecologica. Per le regione meridionale del Paese sudamericano, quella degli Stati di San Paolo e Rio de Janeiro, la prospettiva è di “modifiche nelle precipitazioni medie” in direzione di un incremento.

Inoltre, i ricercatori si dicono “molto sicuri” che si registrerà un aumento nella frequenza dei giorni più secchi e in quella dei periodi di siccità nel nord del Brasile, oltre che un aumento della durata media dei periodi di siccità nel Nord-Est. Il freddo record che è stato osservato in Brasile nelle ultime settimane, dove si è arrivati addirittura a registrare temperature inferiori allo zero e dove ci sono state nevicate negli Stati meridionali di Rio Grande do Sul e Santa Caterina, ma anche i periodi di siccità che hanno messo a repentaglio l’approviggionamento di energia elettrica, sono invece da ritenersi sintomi di futuri problemi legati all’ambiente che dovranno essere affrontati dal Paese.

Il ministero dell’Ambiente di Brasilia, nonostante tutto, ha reagito al rapporto dell’Ipcc con una nota, nella quale ha affermato che “l’impegno brasiliano è quello di una tassa percentuale di riduzione dell’emissioni basata sui dati del 2005. Trattandosi di obiettivi di lungo periodo, non sono stati e non possono essere modificati a ogni revisione metodologica. Il piano brasiliano – si legge ancora nella nota – è uno dei più ambiziosi dei Paesi in via di sviluppo, in quanto affronta l’economia nel suo complesso e presenta anche dei traguardi intermedi”.

Il rapporto dell’Ipcc, che è un organismo istituito dalle Nazioni Unite, vuole mettere pressioni sui capi di Stato e di governo che si riuniranno a partire del prossimo 31 ottobre a Glasgow, in Scozia, per la conferenza sul clima Cop26, co-presieduta da Italia e Gran Bretagna. Il presidente Jair Bolsonaro non ne sarà certo esente, anche alla luce del fatto che il documento dell’Onu ha mostrato che una riduzione drastica del disboscamento dell’Amazzonia giocherà un ruolo fondamentale nella stabilizzazione del clima della Terra nei prossimi anni.

RELATÓRIO DA ONU LEVANTA ALERTAS NO BRASIL: “PROTEGE A FLORESTA AMAZÔNICA”

por Bianca Oliveira

SAO PAULO – O AR6- Sexto Relatório de Avaliação do IPCC (Painel Intergovernamental sobre Mudanças Climáticas), lançado nesta segunda-feira (9), foi recebido por especialistas como o estudo mais claro e confiante sobre o que pode acontecer com o clima se os países não agirem. Pela primeira vez, o IPCC é categórico ao afirmar a “responsabilidade da humanidade pelas mudanças climáticas que vivemos no momento”.

Um resumo do relatório do IPCC dividido por diferentes regiões do mundo levanta um alerta sobre as consequências para o Brasil e os demais países da América do Sul. O texto prevê aumento de temperaturas em taxas maiores que a média global, mais chuvas no sul e sudeste do Brasil, mais seca no Nordeste e aumento da seca agrícola e ecológica.

Para a região Sul do Brasil, São Paulo e Rio de Janeiro, a perspectiva é de “mudanças na precipitação média”, com aumento de chuvas. Porém, os pesquisadores têm “alta confiança” de que haverá um aumento de dias mais secos e da frequência da seca no Norte e no aumento da duração da seca no Nordeste.

O frio recorde no Brasil nas últimas semanas, que chegou inclusive a registrar temperaturas negativas e neve nos estados do Rio Grande do Sul e Santa Catarina, e a estiagem que ameaça o fornecimento de energia elétrica, são sintomas dos problemas ambientais futuros.

Contudo, o Ministério do Meio Ambiente reagiu ao AR6 e, em nota, informou que “O compromisso brasileiro é uma meta percentual de redução de emissões frente ao ano base de 2005 e, por ser de longo prazo, não foi e não deve ser alterada a cada revisão metodológica. Ela é uma das mais ambiciosas entre os países em desenvolvimento, por abarcar a economia como um todo e apresentar metas intermediárias”.

O relatório aumenta a pressão sobre os chefes de estado que se reunirão a partir de 31 de outubro em Glasgow, Escócia, para a COP 26. O presidente Jair Bolsonaro não sairá ileso, uma vez que os resultados do IPCC mostram que a redução drástica do desmatamento na Amazônia será um elemento essencial para a estabilização do clima nos próximos anos.UN climate-change report calls Brazil to protect Amazon Rainforest

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»