Giulio Regeni, Di Maio: “La vendita delle fregate Fremm all’Egitto non è conclusa”

Dopo le proteste della famiglia di Giulio Regeni, il ministro degli Esteri chiarisce che la valutazione "è ancora in corso"
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ROMA – “La procedura autorizzativa alla conclusione delle trattative per la la fornitura delle fregate Fremm Fincantieri” all’Egitto “e’ tuttora in corso. Oltre al vaglio di natura tecnico-giuridica il governo ha ovviamente ritenuto di svolgere una valutazione politica, in corso a livello di delegazioni governative sotto la guida del presidente del Consiglio dei ministri”. Lo dice il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, durante il question time alla Camera.

Stando a quanto riferito dalla stampa nei giorni scorsi, nonostante le tensioni dovute al caso Regeni e all’arresto di Patrick Zaky, il governo Conte avrebbe autorizzato la vendita di due fregate classe Fremm all’Egitto. L’accordo avrebbe dovuto rappresentare il primo passo di una partnership militare più ampia, con la cessione al governo di Al Sisi di ulteriori navi militari (fregate Fremm e pattugliatori d’altura) e 24 caccia eurofighter.

L’accordo ha subito scatenato le polemiche, con la famiglia di Giulio Regeni che ha detto di sentirsi “tradita dal governo”.

ORFINI: PD FAVOREVOLE A CESSIONE NAVI? ZINGARETTI INTERVENGA

“Leggo che il Pd sarebbe favorevole alla cessione delle fregate militari all’Egitto. Posizione che non abbiamo mai discusso da nessuna parte. E che e’ sbagliatissima. Spero che Zingaretti intervenga e corregga”. Lo scrive su twitetr Matteo Orfini, deputato Pd.

FRATOIANNI A DI MAIO: ALLORA NON SI CONCLUDA VENDITA FREGATE

“Segnalo al governo che se viene messa in campo e portata a compimento un’operazione commerciale cosi vasta fino alla vendita di navi militari, e’ evidente che si indebolisce la posizione del nostro Paese, dentro una normalizzazione irragionevole, per esigere la verita’ e la giustizia per l’omicidio di Giulio Regeni ostacolata finora dal regime egiziano e per richiedere la liberazione dello studente Zaky universitario a Bologna”. Lo afferma Nicola Fratoianni replicando alle parole del ministro degli esteri, nell’Aula di Montecitorio, nel corso del question time sull’interrogazione di Leu.

“Prendo atto di una cosa che il ministro degli Esteri ha detto in questa Aula – prosegue l’esponente di Leu – e che ritengo importante: cioe’ che la vendita di quelle fregate non e’ ancora conclusa, e che l’iter e’ in corso. Bene allora, on. Di Maio lo dico a lei e tramite lei a tutto il governo a cominciare dal presidente del consiglio, non si concluda quella vendita, si ripensi rapidamente a questa operazione di armamenti verso il regime egiziano. Solo cosi’ sarebbe una scelta di dignita’ e di buonsenso per il nostro governo e per il nostro Paese”.

“Conosciamo bene la legge 185/90, e quanto alle ipotesi di sua revisione a cui ha accennato, ci auguriamo che non arrivino modifiche peggiorative per delle norme importanti che hanno introdotto dei principi fondamentali per il modo con cui regolare i commercio delle armi. Una legge che vieta il commercio con Paesi impegnati in conflitti armati, e sappiamo bene che l’Egitto e’ impegnato anch’esso insieme all’Arabia Saudita in una sanguinosa guerra in Yemen. Le ricordo che sono state autorizzate l’anno scorso l’esportazione verso quel Paese anche di armi leggere che vanno in dotazione alle forze di sicurezza impegnate nella repressione e nella sistematica violazione dei diritti umani. E anche questo dovrebbe essere motivo di riflessione. Rafforzare cosi’ significativamente come si vuole fare,- conclude Fratoianni- dal punto di vista militare il regime egiziano, e’ pericoloso e sbagliato”.

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10 Giugno 2020
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