A Bologna scatta la petizione anti-Cua, duemila firme in poche ore

L'ingresso della biblioteca di via Zamboni 36, nel cuore della zona universitaria di Bologna, risulta chiuso anche stamattina
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BOLOGNA – Mentre si contano i danni dell’ennesima giornata di guerriglia in zona universitaria, monta la protesta degli studenti ‘normali’. Una petizione lanciata su Change.org contro l’operato del Cua, il collettivo che ha innescato gli scontri di ieri, ha ottenuto in poche ore quasi 2.000 sottoscrizioni (1.859 sostenitori alle 11.15 di questa mattina).

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Studenti, la gran parte, indignati per il comportanento del collettivo, che ha deciso di occupare il 36 per protestare contro gli ormai famosi tornelli all’ingresso.

“Alla luce di quanto accaduto di recente in Via Zamboni 36, per questo ed altri atti vandalici perpetrati dal Cua a danno dell’Università, noi studenti- si legge nel testo della petizione- scegliamo di dissociarci dalle azioni del collettivo in segno di critica e di protesta. Supportiamo le istituzioni dell’Ateneo e attendiamo che vengano presi dei provvedimenti nei confronti dei responsabili dei danni ai quali l’Università ha assistito”.

Basta leggere i commenti per capire che gli eventi di ieri non hanno funzionato tanto come operazione simpatia nei confronti degli antagonisti. “Sto firmando perché in quanto studentessa e in quanto donna di sinistra- scrive Francesca- mi sento offesa dagli atti turpi commessi dal collettivo ai danni di un luogo comune in cui la cultura e il discernimento logico tra vandalismo e giustizia sociale dovrebbero farla da padroni”. “Si tratta- è invece il messaggio di Federica- di atti inaccettabili all’interno di un Ateneo che dovrebbe dare solo esempi di giusti valori e cultura”.

“Ideologicamente- premette Rosalia- sono contro i tornelli. Ma la distruzione e la violenza no. E’ da persone stupide e con scarso interesse verso l’università”.

Ragioni simili porta Alessia: “Sto firmando perché non ammetto che sotto la maschera della protesta si commettano atti di vandalismo e di violenza ai danni delle strutture dell’Ateneo, e quindi di noi studenti, e soprattutto a rischio e pericolo della salute e della vita di chi si trova volontariamente o per caso coinvolto”. Giovanni, invece, si dice “stanco di dover assistere a queste proteste e stanco di vedere quella zona della città così degradata ed in mano a quella gente“.

INGRESSO DI VIA ZAMBONI 36 CHIUSO ANCHE OGGI

L’ingresso della biblioteca di via Zamboni 36, nel cuore della zona universitaria di Bologna, risulta chiuso anche stamattina. La stessa scena si era vista ieri mattina, dopo che il giorno prima collettivi e studenti avevano letteralmente smontato i dispositivi installati dall’Ateneo per limitare l’accesso a chi possiede il badge. Provvedimento a cui, sempre ieri, i collettivi hanno risposto con un’occupazione della biblioteca, interrotta nel giro di poche ore dall’intervento della polizia, con conseguenti scontri anche in strada. Stamattina, al di là delle porte chiuse del 36, la situazione in zona universitaria appare tranquilla, ma per il pomeriggio è già stato annunciato un corteo studentesco con partenza da piazza Verdi alle 16.

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