L’accusa del Pm Ielo: “Raggi mentì per difendere il suo posto”

Se fosse stata indagata per la nomina di Renato Marra a capo della direzione Turismo si sarebbe dovuta dimettere da sindaco
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ROMA – Virginia Raggi avrebbe mentito alla responsabile Anticorruzione del Campidoglio perché se fosse stata indagata per la nomina di Renato Marra a capo della direzione Turismo si sarebbe dovuta dimettere da sindaco, in base a quanto disposto dall’allora vigente codice etico del M5S.

È il movente descritto dal procuratore aggiunto, Paolo Ielo, nel corso dell’udienza del processo al sindaco di Roma in cui l’esponente della Procura ha chiesto al giudice monocratico, Roberto Ranazzi, di acquisire agli atti il codice etico grillino vigente due anni fa.

“Il codice etico vigente al momento dei fatti prevedeva le dimissioni in casi simili. Se la sindaca avesse detto la verità- ha spiegato Ielo- e avesse riconosciuto il ruolo di Raffaele Marra nella scelta del fratello, l’apertura di un procedimento penale a suo carico sarebbe stata assai probabile. Lei era consapevole che in casi di iscrizione a modello 21 (ovvero come indagata in un fascicolo penale, ndr) rischiava il posto e per questo mentì”.

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