Salvini aggredito da una donna, la Lega grida al complotto

L'editoriale del direttore Nico Perrone per Direoggi
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ROMA – Si è scagliata come una furia contro il leader della Lega, Matteo Salvini, impegnato in un tour elettorale in Toscana strappandogli la camicia e il rosario che aveva al collo. Attimi di paura per Matteo Salvini, ma per fortuna la donna è stata subito fermata.

«Tutto bene tranquilli, nessun problema fisico. La camicia strappata la posso ricomprare, il Rosario strappato con violenza dal collo che mi aveva donato un Parroco purtroppo no. A questa rabbia- ha commentato il leader della Lega- rispondo col sorriso e col lavoro, evviva l’Italia delle donne e degli uomini che credono nella libertà, nella serenità e nel lavoro. Ps: Per la ‘signora’ che mi ha aggredito e insultato non provo rabbia, solo pena e tristezza. Avanti, senza paura e a testa alta», ha detto Salvini.

La campagna elettorale rischia di infuocarsi, tanto che la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, è subito intervenuta sottolineando che «ogni forma di violenza, anche verbale, deve essere condannata e isolata per garantire a tutti i protagonisti di manifestare il proprio pensiero».

Da parte delle Lega è partita subito la controffensiva, per trasformare gli atti di violenza e intimidazione in carte vincenti: «Per l’ennesima volta dobbiamo segnalare un altro inqualificabile episodio che fa seguito ad una serie di atti vandalici nei confronti di sedi del nostro partito. Dopo il ristorante di Bagno a Ripoli, la gelateria di Orbetello, il caseificio Busti, infatti anche un locale di Pontassieve ha ricevuto talmente tante pesanti minacce che ha dovuto, giocoforza, rinunciare ad ospitare a pranzo il nostro segretario federale, Matteo Salvini», ha spiegato il commissario regionale della Lega in Toscana, Daniele Belotti.

Per alcuni esponenti del centrosinistra la volontà della Lega di cavalcare questi episodi sono la testimonianza che in Toscana il messaggio leghista non è passato, e che sono in difficoltà. D’altra parte Salvini si sta giocando il tutto per tutto, deve per forza portare a casa lo scalpo della Toscana altrimenti anche per lui ci saranno problemi nel partito.

Saranno giornate difficili e molto tese, le prossime regionali del 20 e 21 settembre sono un passaggio fondamentale per tanti protagonisti della vita politica nazionale. Dal risultato dipenderà non solo la tenuta della maggioranza ma la vita stessa del Governo Conte 2. Con un pareggio, Toscana, Campania e Puglia al centrosinistra, Veneto, Liguria e Marche al centrodestra, per la maggioranza di Governo ci sarebbe tempo per riorganizzarsi e magari dopo un rimpasto trovare nuovo slancio per la seconda parte della legislatura che culminerà con l’elezione del nuovo Capo dello Stato.

Se il centrodestra invece porterà a casa una vittoria significativa allora molto difficilmente si riuscirà a ricomporre. E anche se non ci saranno elezioni, perché nessuno vuole andare a casa prima del tempo, con l’emergenza sociale e politica che si determinerà, non è escluso che ci troveremo tutti a pregare San Mario Draghi.

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9 Settembre 2020
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