Zaia: “Qualcuno ci dica quando si andrà a votare: con le scuole è un casino”

"È un mega pasticcio fare così tardi le elezioni". Zaia accusa: "Dovevano lasciarci liberi di anticpare al 6 o 13 settembre"
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VENEZIA – “Quando si andrà a votare? Qualcuno ce lo vuole dire?”. Lo chiede il governatore del Veneto Luca Zaia, evidenziando che è stata fissata la finestra per le elezioni da 15 settembre al 15 dicembre, ma ancora non c’è il decreto con la convocazione delle elezioni. L’astensione della Lega all’emendamento di Forza Italia si spiega col fatto che “posticipando al 15 settembre l’apertura della finestra si toglie alle Regioni l’autonomia di anticiparle al 6 o al 13 settembre e questo non è un bel segnale“, afferma Zaia secondo cui l’idea è stata quella di “evitare il rischio che il governo le fissasse il 20 settembre e poi le Regioni con un blitz le anticipassero”.

“È UN PASTICCIO E UN CASINO PER LA RIAPERTURA DELLE SCUOLE”

Ad ogni modo, con la nuova finestra elettorale il problema maggiore è quello relativo all’apertura delle scuole. “È un mega pasticcio fare così tardi le elezioni… Perché si aprono le scuole per una settimana e poi tocca chiuderle e ci vuole una settimana per sanificarle. E a Venezia e Castelfranco ci potrà essere anche il ballottaggio. Si va a inserire questo casino con la riapertura delle scuole. Non mi sembra una grande programmazione, mi sembra un casino dettato non dalla fretta ma dalla volontà di non andare a votare”, continua Zaia.

“Se si votava a luglio non c’era questo problema, se le facevamo il 6 settembre o il 13 a me non andava bene lo stesso ma non avevamo il problema”. Invece l’apertura della finestra il 15 settembre significa che la prima data utile è il 20 settembre, quando si spera che le scuole siano aperte.

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9 Giugno 2020
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