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Roma-Inter, carica De Rossi contro i neroazzurri: “Straconvinto di poterli battere”

A poco più di 24 ore dal primo big match della 'sua' Roma quella di Daniele De Rossi è una chiamata alle armi nei confronti della squadra

Pubblicato:09-02-2024 15:28
Ultimo aggiornamento:09-02-2024 15:30

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(Foto da Twitter @OfficialASRoma)

ROMA – “Coraggio, intelligenza e conoscenza di chi andiamo ad affrontare“. Portando sul campo questi argomenti “ogni squadra al mondo è battibile, anche l’Inter che è la più forte del campionato”. E anzi “sono straconvinto che nella partita singola possiamo vincere”, in attesa e con l’obiettivo di “tornarci presto a giocare queste partite punto a punto”, come tante volte è successo quando, invece della giacca, indossava gli scarpini. A poco più di 24 ore dal primo big match della ‘sua’ Roma, proprio contro uno dei grandi amori del suo predecessore José Mourinho, quella di Daniele De Rossi è una chiamata alle armi nei confronti della squadra, per invertire una tendenza ormai consolidata nelle ultime stagioni e confermata anche quest’anno: sei su nove le sconfitte negli scontri diretti e con avversari di vertice finora per i giallorossi, con l’unica vittoria nella gara casalinga col Napoli dello scorso 23 dicembre.

Nella consueta conferenza stampa prepartita a Trigoria, il mister spiega infatti di aspettarsi dalla squadra un approccio diverso rispetto al passato, a quei big match in cui la Roma è quasi sempre scesa in campo dando l’idea di essersi già consegnata, in partenza, all’avversario: “La casualità non esiste nel calcio, ma non voglio commentare qualcosa di quando non ero allenatore”, le parole di De Rossi, che non accende confronti con la precedente guida tecnica. “Dobbiamo avere rispetto ma anche sempre un po’ di spocchia e di spavalderia, perché non siamo gli ultimi arrivati: siamo la Roma, stiamo a casa nostra e abbiamo 65mila spettatori con noi. Se porti troppo rispetto, quello diventa paura. E la paura fa perdere le partite“. Per l’allenatore giallorosso, infatti, “bisogna essere intelligenti tatticamente, strategicamente e come approccio alla partita: essere consapevoli che ci saranno momenti in cui ci potranno schiacciare per 5, 10 o 15 minuti è da persone mature, ma accettarlo e farli diventare 30, 40, 50, 60 minuti sarebbe consegnarci e regalargli la vittoria”.

Per reggere all’urto della corazzata nerazzurra, domani alle 18 all’Olimpico a De Rossi servirà l’aiuto di tutti. A partire dal grande ex di turno, Romelu Lukaku: “A me basterebbe che facesse la stessa partita fatta col Cagliari, mi è piaciuto tantissimo”. In occasione della sconfitta dell’andata a San Siro il centravanti belga ha sofferto in modo evidente l’accoglienza non certo tenera dei tifosi avversari, assordato da fischietti e cori continui. “Non è più un ragazzo di vent’anni, saprà gestire l’emozione. A volte le prestazioni negative dipendono semplicemente dal fatto di giocare contro una squadra forte”. Sulla formazione di domani sera nessun indizio, mentre buone notizie arrivano dai lungodegenti Sanches e Smalling, tornati ad allenarsi in gruppo: “Stanno accorciando le differenze coi compagni, sono convinto che saranno molto importanti”.

Non poteva mancare un passaggio sulla sua assenza martedì scorso ai funerali dello storico capitano e leggenda giallorossa Giacomo Losi, dove anche la società si è trovata, secondo molti, sottorappresentata. “Non ho chiesto la data e il luogo, la partita del giorno prima e il post-match mi hanno distratto e ho commesso questo errore. Un errore grave, non è questione di pentirsene perché non era in malafede, ma mi dà fastidio non essere andato a salutarlo”, le parole dell’ex centrocampista. “Non è una questione di protocollo o di ruolo, ma di rapporto che c’era tra me e lui: lo sa bene anche suo figlio Roberto, l’ho chiamato per spiegare e chiedere scusa ed è stato meraviglioso, com’è sempre stato il papà. La distrazione è grave, ma perché c’era un rapporto umano”.

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